Regione Puglia: campagna contro la violenza di genere

di Valentina Isernia

Donne che vivono due mondi paralleli: uno fatto di libertà, rispetto e sostegno; l’altro segnato da controllo, giudizio e violenza. È da questa contrapposizione che prende forma la nuova campagna del Consiglio regionale della Puglia “Non c’è vita se c’è violenza”, un’iniziativa che per tre settimane attraverserà il territorio con immagini forti, ma drammaticamente vere.

La campagna parte da questa consapevolezza: che la violenza non si manifesta solo quando diventa cronaca nera, ma cresce nei piccoli atti che restringono lo spazio di autodeterminazione femminile.

Gli obiettivi sono chiari: non fermarsi alla condanna astratta, ma invitare a riconoscere le forme di violenza quotidiane, spesso confuse con la normalità.

Perché se consideriamo normale che una donna venga interrotta, controllata, giudicata o derisa, allora accettiamo senza accorgercene la radice culturale che alimenta le violenze più gravi; riconoscere che la violenza non è solo fisica, ma anche psicologica, simbolica, insinuata nei rapporti di potere che una cultura patriarcale considera naturali. Metterla a fuoco, significa rendere evidente ciò che tante donne vivono ogni giorno e invitare tutti e tutte a rompere questa catena.

Cinque video, cinque prospettive diverse, raccontano storie e situazioni che fanno emergere sia la denuncia sia la possibilità di un cambiamento. Accanto alla fotografia dei condizionamenti quotidiani, infatti, compaiono anche esempi positivi: tre donne pugliesi che hanno scelto percorsi di libertà, trasformando in forza ciò che per altri era un limite.

Tra loro, la giornalista Marilù Mastrogiovanni, che nel suo contributo ricorda come la libertà non sia un dono concesso, ma una scelta coraggiosa, spesso scomoda, eppure indispensabile.

Non serve il permesso per essere libere. Eppure, la libertà di tante donne continua a essere condizionata da sguardi, parole e gesti che sembrano innocui ma che, messi insieme, disegnano i confini di una gabbia invisibile.

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Valentina Isernia