Gaza ha trasformato il diritto di informare in una questione di sopravvivenza e ha mostrato, con brutalità, che l’eliminazione delle persone che testimoniano può precedere o accompagnare la cancellazione di un popolo dallo spazio pubblico. Il panel interroga l’assedio dell’informazione: l’uccisione e la detenzione di giornalisti e giornaliste, l’impossibilità di accesso indipendente, la distruzione degli archivi, la dipendenza delle redazioni occidentali da fonti militari, l’uso di formule passive che dissolvono responsabilità e la trasformazione delle vittime palestinesi in numeri senza biografia. Al centro vi è il giornalisticidio e l’epistemicidio, inteso come attacco alle condizioni materiali, linguistiche e memoriali che rendono conoscibile un’esperienza collettiva. Una prospettiva femminista e decoloniale consente di leggere insieme occupazione, razzializzazione, violenza riproduttiva, perdita della casa, del paesaggio e delle genealogie familiari, sottraendo le donne palestinesi sia all’iconografia della vittima assoluta sia alla retorica coloniale del salvataggio. Il giornalismo è chiamato a scegliere se limitarsi a certificare la distruzione o diventare infrastruttura di memoria, verifica e responsabilità. Quali parole restituiscono soggettività senza estetizzare il dolore? Come si verifica una notizia quando chi la produce è sotto assedio? Che cosa significa solidarietà professionale quando la neutralità viene invocata per neutralizzare i fatti? Il panel propone una pratica della testimonianza capace di riconoscere la posizione di chi racconta, custodire prove e nomi, costruire archivi transnazionali e rifiutare il falso equilibrio tra poteri radicalmente asimmetrici. In questo quadro, la cronaca e in particolar. Modo l’inchiesta investigativa, diventa anche una forma di restituzione contro la politica della sparizione, che si insinua nel mondo della ricerca accademica per orientare lo sguardo.
Introduce e modera:
Luigi Cazzato, coordinatore Master di Giornalismo, Uniba
Intervengono:
Ludovica Jona, giornalista investigativa
Andrea Legni, direttore “L’Indipendente”
Sarah Mustafa, scrittrice italo-palestinese
Nurit Peled- Elhanan, pedagogista, attivista, Hebrew University of Gerusalem, premio Sakarov 2001