25-26-27 Novembre 2024, modalità mista, in presenza e on line, su piattaforma FAD

I temi di quest’anno

Press care, life care. Liberare la verità, nutrire la vita” è il tema cardine della nona edizione.

Tutelare la libertà d’informazione significa infatti difendere ogni aspetto della vita democratica, dei diritti civili, dei diritti umani, della giustizia ambientale ed ecologica.

Dal livello di libertà di stampa si misura la tenuta dello Stato di diritto; e in Italia l’instabilità del sistema editoriale e la precarizzazione del lavoro delle giovani giornaliste e giornalisti, non riesce a garantire il turn over in una categoria che assottiglia sempre più le sue fila.

Mentre le nuove riforme legislative minano alle basi il diritto dei cittadini di essere informati, l’Unione Europea lancia allarmi sulla riforma della giustizia, sulla protezione dei giornalisti dalle querele temerarie e della crisi della pluralità del servizio pubblico radiotelevisivo.

Il Forum quest’anno affronterà anche i temi della maternità, salute mentale e leadership nel giornalismo e il tema della riproduzione sociale, che grava, non pagato, completamente sulle spalle delle donne, anche giornaliste.

Hanno confermato la loro presenza giornaliste dal Kurdistan turco e dal Kurdistan irakeno, Rojava (Siria del nord est), da Spagna, Grecia, UK, Belgio, Africa Sub sahariana, Palestina, Egitto.

Metodologia

La nona edizione del Forum si rivolge a studentesse e studenti dell’Università di Bari, giornalisti e aspiranti tali, dando anche la possibilità ad altri stakeholders interessati ed operativi nel settore di accrescere le proprie competenze sui conflitti dimenticati e sull’azione di peacebuilding delle donne nei territori di guerra, di tutte le guerre, anche virtuali.
Tra i panelists sono state invitate studiose ed accademiche, giornaliste e giornalisti di inchiesta e di guerra, esponenti del mondo diplomatico, umanitario e della cooperazione internazionale così come donne migranti e rifugiate provenienti da zone di conflitto, esperte di nuove tecnologie, realtà virtuale, realtà aumentata e intelligenza artificiale, per raccogliere le testimonianze sull’impatto che i tali realtà hanno sui “corpi”, sugli “ecosistemi”, sulla “comunità” e sul ruolo che le stesse donne giocano nella promozione della pace, della sicurezza e della risoluzione dei conflitti, della ricostruzione e della riconciliazione.

"Corpi, ecosistemi, comunità, smembrati dai conflitti, ricuciti dalle donne"

Forum settima edizione

È arrivato alla 7a edizione il Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, che dal 2016 si svolge a ridosso del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Il Forum of Mediterranean Wowen Journalists anche quest’anno si articolerà in due tappe: la prima a Roma, dal 9 al 12 novembre, la seconda a Bari dal 21 al 25 novembre. Imponente la programmazione: 60 ore di formazione, 9 giornate, 80 peace builders, giornaliste, attiviste, accademiche provenienti dai paesi euromediterranei e da Afghanistan, Iran, Russia, Ucraina, Sahel, Birmania, Tigray, Colombia.

Doppio anche il filo conduttore: “Donne, Pace, Sicurezza” e “Infowar”. Invariata la mission del Forum: “Creare ponti e abbattere muri, promuovendo una riflessione sul lavoro delle giornaliste investigative, come presidio di Democrazia e di pace”.

In questa edizione la riflessione si concentrerà sui “Corpi, ecosistemi, comunità: smembrati dai conflitti, ricuciti dalle donne”, accendendo un faro sulle pratiche di costruzione di pace messe in atto dalle donne, sui territori devastati dalle guerre.

Il Forum è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano e, per la sezione di Bari, dal Corecom Puglia.

E’ organizzato da Fondazione Pangea e dall’Associazione Giornaliste del Mediterraneo, in collaborazione con la cooperativa di giornalisti IdeaDinamica, e Giulia Giornaliste. L’Università di Bari (con il Dipartimento Formazione, Psicologia, comunicazione, Master in Giornalismo e Balab, Centro per l’innovazione e la creatività), che fin dalla prima edizione ha condiviso la spinta valoriale del progetto, ospita la seconda sessione, inserendola nel percorso formativo del dottorato di ricerca in “Scienze delle relazioni umane” e riconoscendo i crediti universitari per gli studenti.

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Programma Edizione 2024

Day 1

25 Novembre 2025

University of Bari Aldo Moro Aldo Cossu Lecture Hall via Crisanzio 1, BARI

Panel 1 - Unarmed/disarming. Nonviolent women in action

10:00 a.m. - 11:30 a.m

The panel "Unarmed. Disarming. Nonviolent women in struggle" aims to give voice to journalists who, with the tools of speech, creativity and knowledge, oppose the armed and symbolic violence that seems to overwhelm the contemporary world. "Unarmed" because they have no weapons, but "disarming" in their ability to dismantle authoritarian and patriarchal systems through independent journalism and critical research. Journalists denounce conflicts and abuses using language that respects human rights, documenting the mechanisms of discrimination and offering data and interpretative keys. The Forum will thus explore non-violence as a political and cognitive gesture, capable of creating communities and opening up spaces for social, environmental and gender justice, while denouncing the many phenomena of systemic violence that journalists have to endure in a global information landscape where freedom of the press and expression is severely compromised.

Introduction:

Marilù Mastrogiovanni, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists

Speakers:

Roberto Bellotti, Rector of the University of Bari

Vito Leccese, Mayor of Bari

Loredana Perla, Director of the For. Psi. Com Department

Luigi Cazzato , Coordinator of the Master's Degree in Journalism, University of Bari

Alessandra Costante , Secretary General of the Italian National Press Federation

Maurizio Marangelli , President of the Order of Journalists of the Puglia Region

Piero Ricci, Councillor of the National Order of Journalists

Raffaele Lorusso , Executive Committee of the International Federation of Journalists (IFJ)

Vito Fatiguso, segretario Assostampa Puglia

Lino Patruno , Director of Medi@terraneonews, Master's Degree in Journalism, University of Bari

Lella Ruccia, Equality Councillor for the Puglia Region

Rossella Matarrese, Giulia journalists Puglia

Serena Bersani, National President of Gi.U.Li.A. Journalists

Keynote speaker: Mona Abuamara, Ambassador of Palestine to Italy

10:00 a.m. - 11:30 a.m

PANEL 2 - Silencing the truth: the massacre of journalists in Palestine

12:00 p.m. - 2:00 p.m.

At the heart of the Israeli-Palestinian conflict, press freedom is under siege. 275 local reporters have lost their lives covering the war, often amid international indifference. The panel addresses the systematic violation of the right to information, the role of global media and the risks faced by those who bear witness on the ground. The aim is to denounce censorship, give a voice to those who resist and propose tools to protect journalists.

Moderator: Gianpaolo Altamura, Uniba

Mona Abuamara, Ambassador of Palestine to Italy

Luigi Cazzato, coordinator of the Master's programme in Journalism, Uniba

Aya Ashour, journalist, Gaza

Rula Jebreal, journalist

Jumana Shahin, journalist, Palestine

Meri Calvelli, ACS NGO, Global Sumud Flotilla

Bisan Owda, journalist, Palestine

12:00 p.m. - 2:00 p.m.

PANEL 3 – Beyond stereotypes: the attack on press freedom in the era of gender apartheid

4:00 p.m. – 6:00 p.m.

In a global context increasingly dominated by digital platforms and algorithms, the panel analyses how press freedom is threatened by censorship, disinformation and data manipulation. It will discuss the impact of stereotypes in the media, political and commercial pressures on newsrooms, and strategies to ensure the safety, transparency and independence of journalists in the digital age. The aim is to share concrete tools for resistance and ethical journalism practices. Through examples of innovative journalistic practices, the panel will show how language is a political act: a tool for invisibilisation or empowerment.

Rosa Gallelli, Uniba

Speakers:

Rossella Matarrese, Giulia giornaliste

Grazia Pia Attolini, Ossigeno per l'informazione

Alessandra Mancuso, Giulia giornaliste

Barbara Schiavulli, director of Radio Bullets, Global Sumuda Flotilla

Shukria Barokzai, journalist, Member of Parliament, former Ambassador of Afghanistan to Norway

4:00 p.m. – 6:00 p.m.

Day 2

26 Novembre 2025

University of Bari Aldo Moro Don Tonino Bello Hall, former Enel building, For.Psi.Com. Department Via Crisanzio 42 - BARI

PANEL 4 – Rojava, the real utopia of a patriarchy-free world

09:30 / 11:30

The women's movement in Kurdistan, particularly in Western Kurdistan, Rojava, is at the forefront of feminism, seeking to reform every aspect of civil life through a transformative pedagogy of society.

Yet the scope of this revolution, based on the peaceful coexistence of peoples and cultures starting with the abolition of patriarchy, is ignored and censored by the mainstream media, and the conditions of a people oppressed by apartheid implemented by four nation states are removed from the collective consciousness. The experiment in radical democracy, which has been going on for over ten years, is in danger of being destroyed, under attack, including with chemical weapons, especially from Turkey. Yet the PKK, the Kurdish workers' party, has chosen to disarm in a solemn ceremony in which weapons were burned.

Information therefore becomes crucial in giving voice to revolutionary and peaceful experiences in a high-risk area. Female journalists in north-eastern Syria are fighting a battle for truth from a gender perspective.

Moderator:

Armida Salvati, Aldo Moro University of Bari

Speakers:

Benedetta Argentieri, journalist, director: The women's liberation movement in north-eastern Syria: how to report on it beyond gender stereotypes

Marilù Mastrogiovanni, journalist, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists: Jineoloji and the women's liberation movement

Devrim Arslan, journalist, JINHA, women's news agency: Women's information in Syria, between the regime and the liberation project

Rihan Loqo, spokesperson for Kongra Star, Rojava

Zilan Diyar, giornalista, TJK-E, Kurdistan

09:30 / 11:30

Panel 5 - If you don't say it, it doesn't exist: women and representation in the media

12pm-2pm

The link between language, visibility and female citizenship must be addressed. If women are not mentioned, represented or recognised in the media, they end up being invisible in the public sphere. The new Code of Ethics for Journalists sets out the criteria for the correct reporting of femicides. Words and images contribute to reinforcing sexist stereotypes or, conversely, to dismantling them, breaking the chain of violence. The results of the 30th year of the Global Media Monitoring Project (in which the University of Bari participated for the first time) will be presented, along with the results of Ossigeno per l'Informazione's monitoring of gender-based threats to journalists and Sui generis, a review by Giulia Giornaliste that monitors the presence of female signatures on the front pages of Italian newspapers.

Moderator: Lorena Carbonara, University of Calabria

Alessandra Mancuso, Rai, Giulia Giornaliste

Claudia Padovani, University of Padua: the Global Media Monitoring Project

Monia Azzalini, Giulia Giornaliste: the activities of the Pavia Observatory

Paola Rizzi, Giulia giornaliste: Giulia giornaliste's 'Sui generis' monitoring

Antonella Napoli, Director of Focus on Africa

12pm-2pm

PANEL 6 – In the name of the mother: the right to be named

4-6 p.m.

Women's right to be named in female roles is linked to their right to self-determination. The new code of ethics for journalists introduces Article 13, which also relates to the correct reporting of victims of femicide. The issue of giving one's surname to one's children remains controversial in many legal and cultural contexts, even though it is a fundamental issue of equality, identity and recognition. The panel 'In the name of the mother' aims to explore how surname attribution practices, the incorrect use of gendered language by journalists and the double victimisation in the reporting of femicide reflect and perpetuate power relations within families and societies, and how reforming them could be an important step towards dismantling patriarchal structures.

Coordinators:

Daniela Carlà, coordinator of Noi rete donne

Antonella Roselli, administrative lawyer, Noi rete Donne

Speakers:

Marilù Mastrogiovanni, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists

Amalia Diurni, Tor Vergata University of Rome

Francesca Recchia Luciani, Aldo Moro University of Bari

Francesca Dragotto, Rome Tor Vergata

Giovanna Iacovone, University of Basilicata and Deputy Mayor of Bari

Lella Ruccia, Regional Equality Councillor

Laura Cima, National Coordinator of Ecofeminists

Marilisa D’Amico, Prorettrice Università di Milano

4-6 p.m.

Day 3

27 Novembre 2025

Cloister of the Convent of the Augustinians Viale Michele de Pietro, 10 - LECCE

PANEL 7 – Si vis pacem: UN Resolution 1325 and the role of women in conflict prevention

4-6 p.m.

UN Security Council Resolution 1325 establishes the fundamental role of women in peace processes and conflict prevention. The panel analyses real experiences of women's participation in mediation, the protection of women's rights in war zones and the challenges that remain in translating international law into concrete policies. The aim is to share best practices, inspire new strategies and promote transnational networks of female leadership in peace and security. To do this, it is necessary to train journalists in feminist practices and theories, gender language, and the rights of migrants and vulnerable people.

Coordinators:</p

Daniela Carlà, coordinator of Noi rete donne

Marilù Mastrogiovanni, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists

Speakers:

Maria Antonietta Aiello, Rector of the University of Salento

Rosa Parisi, University of Salento

Cecilia Brighi, Secretary General of Italia-Birmania insieme APS

Maria Rosaria Stabili, Roma Tre University

Giovanna Martelli, Secretary General of the Rut Foundation

Maura Viezzoli, President of CISP-International Committee for the Development of Peoples

Gabriella Falcicchio, Aldo Moro University of Bari

Maria Luisa Capasa, ANDE

4-6 p.m.

Day 4

28 Novembre 2025

Cloister of the Convent of the Augustinians Viale Michele de Pietro, 10 - LECCE

PANEL 8 – Information in the age of climate change

4pm-6pm

Ecofeminism as a lens for understanding the links between the exploitation of bodies and environmental devastation. A discussion between journalists, activists and researchers on how feminist and environmentalist struggles are intertwined in the Mediterranean, between the defence of territories, common resources and community rights, where accurate environmental information plays a central role in the self-determination of individuals and peoples.

Coordinator:

Daniela Spera, journalist

Speakers:

Rosy Battaglia, journalist

Valentina Murrieri, journalist, Lecceprima

Marilù Mastrogiovanni, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists

Vittoria Torsello, Marea media

Helena Rodríguez Gómez, journalist, Spain

Testimonials “Network of mothers from North to South”

4pm-6pm

Giorno 1

25 Novembre 2025

Università degli Studi di Bari Aldo Moro - Aula Magna “Aldo Cossu” via Crisanzio 1, BARI

Panel 1 - Disarmate. Disarmanti. Donne nonviolente in lotta

ORE 10:00 / 11:30

Il panel “Disarmate. Disarmanti. Donne nonviolente in lotta” intende dare voce alle giornaliste che, con strumenti di parola, creatività e conoscenza, si oppongono alla violenza armata e simbolica che sembra travolgere il mondo contemporaneo. “Disarmate” perché prive di armi, ma “disarmanti” nella capacità di scardinare i sistemi autoritari e patriarcali, attraverso il giornalismo indipendente e la ricerca critica. Le giornaliste denunciano conflitti e soprusi con linguaggi rispettosi dei diritti umani, documentando i meccanismi della discriminazione, offrendo dati e chiavi interpretative. Il Forum esplorerà così la nonviolenza come gesto politico e conoscitivo, capace di creare comunità e di aprire spazi di giustizia sociale, ambientale e di genere, denunciando al contempo i tanti fenomeni di violenza sistemica che le giornaliste devono subire, all’interno di un panorama informativo mondiale dove la libertà di stampa ed espressione è fortemente compromessa.

 Introduce:

Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum of Mediterranean women journalists

Intervengono:

Roberto Bellotti, rettore Università degli Studi di Bari

Vito Leccese, Sindaco di Bari

Loredana Perla, direttrice Dipartimento For. Psi. Com

Luigi Cazzato, coordinatore CdS Scienze della Comunicazione e Master in Giornalismo, Uniba

Alessandra Costante, Segretaria Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Maurizio Marangelli, presidente Ordine dei giornalisti Regione Puglia

Piero Ricci, consigliere Ordine nazionale dei giornalisti

Raffaele Lorusso, Comitato esecutivo Federazione Internazionale dei giornalisti (IFJ)

Vito Fatiguso, segretario Assostampa Puglia

Lino Patruno, direttore Medi@terraneonews, Master in Giornalismo Uniba

Lella Ruccia, Consigliera di parità - Regione Puglia

Michele Bordo, Presidente Corecom Puglia

Serena Bersani, presidente nazionale Gi.U.Li.A. giornaliste

Keynote speaker: Mona Abuamara, Ambasciatrice della Palestina in Italia

ORE 10: / 11:30

PANEL 2 - Silenziare la verità: la strage di giornalisti in Palestina

ORE 12:00 / 14:00

Nel cuore del conflitto israelo-palestinese, la libertà di stampa è sotto assedio. 275 reporter locali hanno perso la vita per raccontare la guerra, spesso nell’indifferenza internazionale. Il panel affronta la sistematica violazione del diritto all’informazione, il ruolo dei media globali e i rischi corsi da chi testimonia sul terreno. L’obiettivo è denunciare la censura, dare voce a chi resiste e proporre strumenti di protezione per i giornalisti.

Modera:

Gianpaolo Altamura, Università degli studi di Bari

Intervengono:

Mona Abuamara, Ambasciatrice della Palestina in Italia

Luigi Cazzato, docente For.Psi. Com.; autore "Palestina tra Oriente e Occidente"

Rula Jebreal, giornalista, Palestina

Jumana Shahin, giornalista, Palestina

Meri Calvelli, ACS ong, Global Sumud Flotilla

Aya Ashour, giornalista, Palestina

Bisan Owda, giornalista, Palestina

ORE 12:00 / 14:00

PANEL 3 – Oltre gli stereotipi: l’attacco alla libertà di stampa nell'era dell'apartheid di genere

ORE 16:00 / 18:00

In un contesto globale sempre più dominato da piattaforme digitali e algoritmi, il panel analizza come la libertà di stampa sia minacciata da censura, disinformazione e manipolazione dei dati. In Italia il fenomeno delle querele temerarie rappresenta un vero e proprio attacco all’articolo 21 della Costituzione. Si discuterà dell’impatto degli stereotipi nei media, delle pressioni politiche e commerciali sulle redazioni e delle strategie per garantire sicurezza, trasparenza e indipendenza dei giornalisti nell’era digitale. L’obiettivo è condividere strumenti concreti di resistenza e pratiche di giornalismo etico. Attraverso esempi di pratiche giornalistiche innovative, il panel mostrerà come il linguaggio sia un atto politico: strumento di invisibilizzazione o di empowerment.

Modera: Rosa Gallelli, Uniba

Intervengono:

Rossella Matarrese, Giulia giornaliste

Grazia Pia Attolini, Ossigeno per l’informazione

Alessandra Mancuso, Giulia giornaliste

Barbara Schiavulli, direttrice Radio Bullets, Global Sumuda Flotilla

Shukria Barokzai, giornalista, deputata, già Ambasciatrice dell'Afghanistan in Norvegia

ORE 16:00 / 18:00

Giorno 2

26 Novembre 2025

Università degli Studi di Bari - Aula Don Tonino Bello - Palazzo Chiaia Napolitano Via Crisanzio 42 - BARI

PANEL 4 – Rojava, l’utopia reale di un mondo patriarchy-free

ORE 09:30 / 11:30

Il movimento delle donne in Kurdistan, in particolare nel Kurdistan occidentale, il Rojava, è l’avanguardia del femminismo, che vuole riformare ogni aspetto del vivere civile a partire da una pedagogia trasformativa della società. Eppure la portata di questa rivoluzione, basata sulla convivenza pacifica di popoli e culture a partire dall’abolizione del patriarcato, viene sottaciuta e censurata dai media mainstream e le condizioni di un popolo oppresso dall’apartheid messo in atto da quattro Stati-nazione sono rimosse dalla coscienza collettiva. L’esperimento di democrazia radicale  portato avanti da oltre dieci anni rischia di essere annientato, sotto gli attacchi, anche con armi chimiche, soprattutto della Turchia. Eppure il PKK, partito dei lavoratori curdi, ha scelto di disarmarsi, in una cerimonia solenne in cui sono state bruciate le armi. L’informazione diventa quindi cruciale per dare voce ad esperienze rivoluzionare e pacifiche in un territorio ad alto rischio. Le giornaliste del nord-est della Siria portano avanti una battaglia di verità in chiave di genere.

Modera:

Armida Salvati, Università degli Studi Aldo Moro di Bari

Intervengono:

Marilù Mastrogiovanni, giornalista, fondatrice Forum of mediterranean women journalists

Devrim Arslan, giornalista JINHA, women news agency

Rihan Loqo, portavoce Kongra Star, Rojava

Benedetta Argentieri, giornalista, documentarista

Zilan Diyar, giornalista, TJK-E, Kurdistan

ORE 09:30 / 11:30

Panel 5 - Se non lo dici non esiste: donne e rappresentazione nei media

ORE 12:00 / 14:00

Il legame tra linguaggio, visibilità e cittadinanza femminile deve essere problematizzato. Se le donne non vengono nominate, rappresentate o riconosciute nei media, finiscono per essere invisibili nello spazio pubblico. Il nuovo Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti fissa i criteri per una corretta narrazione anche dei femminicidi. Parole e immagini contribuiscono a rafforzare stereotipi sessisti o, al contrario, a scardinarli, interrompendo la catena della violenza. Si presenteranno i risultati del 30° anno del Global media monitoring project (a cui per la prima volta ha partecipata l’Università di Bari) del monitoraggio di Ossigeno per l’Informazione sulle minacce di genere alle giornaliste e di Sui generis, rassegna di Giulia giornaliste che monitora la presenza delle firme femminili sulle prime pagine dei giornali italiani.

Coordina:

Lorena Carbonara, Università della Calabria

Intervengono:

Claudia Padovani, Università di Padova

Monia Azzalini, ricercatrice Osservatorio di Pavia

Antonella Napoli, direttrice Focus on Africa

Paola Rizzi, Giulia giornaliste: Il monitoraggio “Sui generis” di Giulia giornaliste

Alessia Melchiorre, Marea media

ORE 12:00 / 14:00

PANEL 6 – Nel nome della madre: il diritto di essere nominate

ORE 16:00 / 18:00

Il diritto delle donne di essere nominate con ruoli declinati al femminile attiene al loro diritto di autodeterminazione. Il nuovo codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti introduce l’articolo 13, anche in relazione alla corretta narrazione delle vittime di femminicidio. Anche la questione del dare il proprio cognome ai figli resta ancora oggi una questione controversa in molti contesti giuridici e culturali, pur rappresentando un tema fondamentale di uguaglianza, identità e riconoscimento. Il panel “Nel nome della madre” intende esplorare come le pratiche di attribuzione del cognome, il non corretto utilizzo del linguaggio di genere da parte dei giornalisti e la doppia vittimizzazione nel racconto dei femminicidi riflettano e perpetuino i rapporti di potere all’interno delle famiglie e delle società, e come una loro riforma possa costituire un passo importante verso lo smantellamento delle strutture patriarcali.

Coordinano: 

Daniela Carlà, coordinatrice Noi rete donne

Antonella Roselli, avvocata amministrativista, Noi rete Donne

Intervengono:

Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum delle giornaliste del Mediterraneo

Amalia Diurni, Università Roma Tor Vergata

Francesca Recchia Luciani, Università Aldo Moro di Bari

Francesca Dragotto, Roma Tor Vergata

Giovanna Iacovone, Università della Basilicata e Vicesindaca di Bari

Lella Ruccia, Consigliera di parità regionale

Laura Cima, coordinamento nazionale Ecofemministe

Marilisa D’Amico, Prorettrice Università di Milano

ORE 16:00 / 18:00

Giorno 1

25 Novembre 2024

Aula don Tonino Bello dell'Università di Bari via Crisanzio 42, BARI

Panel 1 - Press care, life care - Liberare la verità, nutrire la vita

Tutelare la libertà d’informazione significa difendere ogni aspetto della vita democratica, dei diritti civili, dei diritti umani, della giustizia ambientale ed ecologica. Dal livello di libertà di stampa si misura la tenuta di dello Stato di diritto. In Italia l’instabilità crescente del sistema editoriale e la trasformazione dei e delle giovani giornalisti e giornaliste in lavoratori poveri non riesce a garantire il turn over in una categoria che assottiglia sempre più le sue fila. Eppure, come recita l’articolo 1 del testo unico deontologico, giornalisti ed editori insieme devono garantire la tutela delle fonti e sono tenuti a rispettare il segreto professionale, dunque sono co-responsabili del circuito delle notizie. Mentre l’articolo 2 del testo unico deontologico riguarda solo giornaliste e giornalisti, l’articolo 1 chiama in causa il sistema editoriale nella sua interezza. Ma oggi le nuove riforme legislative minano alle basi il diritto dei cittadini di essere informati, la UE lancia un allarme relativo alla riforma della giustizia, della protezione dei giornalisti, delle querele temerarie e della pluralità del servizio pubblico pressocché ignorato.

Introduce

Marilù Mastrogiovanni – ideazione e direzione Forum of Mediterranean women journalists

Intervengono

Stefano Bronzini – rettore Università degli Studi di Bari

Loredana Capone – presidente del Consiglio della Regione Puglia

Loredana Perla – direttrice Dipartimento For. Psi. Com di UniBa.

Luigi Cazzato – coordinatore Master in Giornalismo UniBa

Piero Ricci – presidente Ordine dei giornalisti Regione Puglia

Vito Fatiguso – segretario Assostampa Puglia

Raffaele Lorusso – Comitato esecutivo Federazione Internazionale dei giornalisti (IFJ)

Lino Patruno – direttore Medi@terraneonews, Master in Giornalismo UniBa

Trisha Thomas – associazione Stampa estera, Associated Press Television

Rossella Matarrese – Coordinatrice regionale Gi.U.Li.A. giornaliste

ORE 09:30 / 11:30

Panel 2 - Femminismi e libertà di stampa nell’Africa Sub-Sahariana

Mentre in molti paesi africani i femminismi in varie forme e con diverse pratiche portano avanti da alcuni decenni una lotta non-violenta per il raggiungimento dei diritti civili e umani per tutte e tutti, la narrazione sull’Africa e sulle migrazioni, contrariamente a quanto sancito dalla Carta di Roma, che è parte integrante del Testo unico deontologico (come recitato dal TU, premessa) rimane imprigionata in gabbie fatte di pregiudizi e stereotipi.

Alessandra Contino – Sociologa

Antonella Napoli – giornalista, direttora Focus on Africa

Leah Pattem – giornalista e fotografa, Madrid, Spagna

Désirée Deneo – consulente in diritti delle donne e femminismo, attivista femminista, Segretaria Generale di Ligue Ivoirienne des Droits des Femmes

Modera: Marisa Ingrosso – giornalista, Gazzetta del Mezzogiorno

ORE 12:00 / 14:00

Panel 3 - Decolonizzare l’informazione: il giornalismo locale tra news desert e ghost papers

Il fenomeno dei news desert e dei ghost papers si inizia a studiare negli USA, ma le avvisaglie della sua diffusione sono riscontrabili anche in Italia. Il giornalismo locale diventa quindi un presidio di democrazia, laddove il diritto di essere informati è compromesso e la vita dei cittadini, in alcune aree periferiche, non fa notizia. A farne le spese sono come sempre le minoranze, e tra queste le donne: la narrazione che le riguarda, è spesso infarcita di sessismo. Le giornaliste, specialmente nelle aree periferiche, sono il target preferito degli haters.

Silvia Savoye – giornalista, direttora Aosta news

Alessia Melchiorre – co-fondatrice collettivo Marea media

Iliana Papangeli – giornalista, managing director del giornale d’inchiesta Solomon, Grecia

Daniela Sala – fotoreporter, co-fondatrice collettivo FADA

Grazia Attolini – giornalista, Ossigeno per l’Informazione

Modera: Marilù Mastrogiovanni – ideazione e direzione Forum of Mediterranean Women Journalists

In collaborazione con Associazione Nazionale Stampa Online (ANSO)

ORE 15:00 / 17:00

Giorno 2

26 Novembre 2024

Aula Leogrande (palazzo Ex Poste dell'Università di Bari) Piazza Cesare Battisti 1, BARI

Panel 4 - Palestina, il genocidio in diretta?

Il 26 marzo 2024 è uscito il rapporto delle Nazioni Unite “Anatomia di un Genocidio”, a firma di Francesca Albanese, Relatrice Speciale della Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dagli israeliani dal 1967. In base allo studio curato dalla Special Rapporteur ci sono ragionevoli motivi perché quanto sta accadendo in Palestina venga incardinato come “crimine di genocidio”, mosso, secondo il rapporto, dal progetto coloniale israeliano di insediamento in Palestina. Il racconto di una tragedia affidato a poche giornaliste e giornalisti freelance palestinesi che dal di dentro e dal basso provano a restituire umanità ad un’informazione assuefatta alle immagini cruente e alla infodemia e alla pornografia della guerra. Quale responsabilità deontologica per i giornalisti per garantire una informazione equilibrata?

Erminia Rizzi, esperta in Diritto immigrazione e asilo

Bisan Owda, giornalista in collegamento da Gaza, Palestina

Jumana Shaheen, giornalista, in collegamento da Il Cairo, Egitto

Wessal Yousef, giornalista

Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati

Cecilia Dalla Negra, giornalista, responsabile dell'edizione italiana di Orient XXI

Micol Meghnagi, sociologa, Università di Bologna

Alessandra Costante, segretaria generale FNSI

Modera: Luigi Cazzato, coordinatore Master Giornalismo UniBa

Ore 09.30-11.30

Panel 5 - Jineolojî, la rivoluzione delle donne in Kurdistan

Il movimento delle donne in Kurdistan è l’avanguardia del femminismo, che vuole riformare ogni aspetto del vivere civile a partire da una pedagogia trasformativa della società. Eppure la portata di questa rivoluzione, basata sulla convivenza pacifica di popoli e culture a partire dall’abolizione del patriarcato, viene sottaciuta e censurata dai media mainstream e le condizioni di un popolo oppresso dall’apartheid messo in atto da quattro Stati-nazione sono rimosse dalla coscienza collettiva. Eppure il Testo unico dei doveri del/della giornalista, prevede una serie di obblighi affinché si eviti il cosiddetto “doppio standard”, ovvero un racconto discriminatorio e censorio rispetto alle specificità delle diverse culture ed etnie..

Necibe Qeredaxi, attivista Jineoloji Academy, Iraqui Kurdistanê (Kurdistan irakeno)

Gulistan Ike, giornalista, Newaya Jin, Bakurê Kurdistanê (Kurdistan turco)

Modera: Marilù Mastrogiovanni

12-14

Panel 6 - Tra edutainment ed infotainment: il giornalismo come strumento pedagogico

Il giornalismo come strumento pedagogico per l’esercizio del pensiero critico e la formazione di una cittadinanza globale e digitale può essere l’occasione per sperimentare un vero e proprio dispositivo di insegnamento e apprendimento collettivo, dove tutti hanno da imparare e tutti possono insegnare. L’esperienza di XQ the news è un esempio di come ingaggiare la GenZ, sperimentando forme innovative per decolonizzare l’informazione in chiave intersezionale, mentre il metaverso e gli ologrammi possono diventare nuovi ecosistemi per un apprendimento e un’informazione più empatici. Come conciliare l’esigenza di un giornalismo emotivamente più coinvolgente con la necessità di non cadere in spettacolarizzazioni lesive della dignità delle persone? La spettacolarizzazione dell’informazione infatti non deve comprometterne la qualità e la presenza dei giornalisti nell’infotainment deve assicurare il rispetto della deontologia professionale.

Monica Carella, ingegnera, Sales manager digital healthcare, Predict Spa

Paula Estalayo, project coordinator, Octaedro, Spagna

Alessandra Costante, giornalista, segretaria generale FNSI

Fiona Govan, giornalista freelance, Madrid, Spagna

Laura Casamitjana, giornalista, content editor XQ The News

Valentina Isernia, giornalista, Idea Dinamica coop

Modera: Gianpaolo Altamura, giornalista, ricercatore in Letteratura italiana contemporanea UniBa

15-17

Giorno 3

27 Novembre 2024

Refettorio dell’ex convento Agostiniani Viale Michele De Pietro 10 - LECCE

Panel 7 - Maternità, salute mentale e leadership nel giornalismo

Stress, ansia, senso di inadeguatezza. E ancora sindrome da burnout, attacchi di rabbia immotivati, depressione, disturbi alimentari, attacchi di panico, disturbi da stress post traumatico: sono solo alcuni dei problemi rilevati dalle indagini più recenti. Ma se le difficoltà relative alla salute mentale riguardano tutti i giornalisti, per le donne giornaliste i problemi relativi alla gestione della maternità e alla pressione lavorativa si possono tradurre in un ulteriore ostacolo per il loro pieno empowerment e il riconoscimento della leadership sul lavoro. Come ottemperare agli obblighi imposti dalla deontologia professionale, relativi al corretto utilizzo del linguaggio di genere privo di stereotipi sessisti e discriminazioni, se già nelle redazioni le giornaliste devono combattere per contrastare una cultura patriarcale che compromette non solo il sereno avanzamento della loro carriera ma anche la quotidianità delle relazioni tra colleghi?

Barbara Consarino, giornalista, Associazione Giulia giornaliste

Stefania Prandi, giornalista freelance

Alice Facchini, giornalista freelance

Vittoria Torsello, co-fondatrice collettivo Marea media

Modera: Marilù Mastrogiovanni

In collaborazione con: progetto “Io vivo qui” dell’Associazione Fermenti Lattici 

Ore 15:00 / 17:00

Panel 8 - La riproduzione sociale (non) è (più) roba da femmine

Secondo il rapporto “Care Work and Care Jobs for the Future of Decent Work” dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), il valore del lavoro di cura e domestico non retribuito è pari a 11mila miliardi di dollari, ossia il 9% del prodotto interno lordo (PIL) globale. I dati, relativi a 64 Paesi nel mondo, tra cui l’Italia, dimostrano che ogni giorno 16,4 miliardi di ore sono dedicate al lavoro di cura non retribuito, di cui il 76,2% è svolto da donne. Dunque, il lavoro di cura quotidiano non retribuito delle donne di tutto il mondo riguarda 1,5 miliardi di donne, che lavorano otto ore al giorno senza essere retribuite. L’Italia è tra i paesi con il più alto numero di ore non retribuite e la minore spesa pubblica per determinate politiche di assistenza in percentuale del PIL e rapporto occupazione/popolazione di donne con responsabilità di cura. La cura, è alla base della “riproduzione sociale”, ossia tutte quelle attività vitali per la tenuta stessa della società. Un vero e proprio tessuto connettivo costruito sul lavoro di cura (in nero) delle donne. Un fenomeno che riguarda anche le donne giornaliste, in bilico tra vita familiare e lavorativa: come recita l’articolo 5 bis del Testo unico dei doveri del/della giornalista, la narrazione deve essere priva di stereotipi sessisti e discriminazioni: ma come riuscire ad applicare correttamente il Testo unico dei doveri del/della giornalista se a partire dalla quotidianità del lavoro redazionale il work life balance è sempre a scapito delle giornaliste?

Elena Gentile, pediatra, già europarlamentare

Anna Maria Moschetti, associazione culturale Pediatri, gruppo Pediatri per Un Mondo Possibile

Anna Frasca, esperta statistica CREIS

Raffaella Patimo, docente di Economia del lavoro, UniBa

Modera: Serenella Molendini, presidente Creis

In collaborazione con: Centro di ricerca europeo per l’innovazione sostenibile (Creis)

ORE 17.30 / 19.30

Hanno detto

#FMWJ

Quotes

Giornaliste.org
MARIA LAURA CORRADI 24 novembre

“Chiunque può fare studi post-coloniali senza discuterne criticamente. La de-colonialità, invece, rappresenta una sfida al sessismo/razzismo prodotto durante e dopo l’epoca coloniale, perché la colonialità del potere sopravvive al colonialismo”

Giornaliste.org
MARIA LAURA CORRADI 25 novembre

“Trinidad comandante zapatista era una anziana partera: aveva aiutato circa 3000 nascite nella selva Lacandona. Mi disse che la guerra non potevano averla inventata le donne, perché conoscono quanta fatica costa mettere al mondo una vita”.

Giornaliste.org
MARIA CRISTINA FRADDOSIO 22 novembre

“Rita Atria incarna l’emblema positivo del binomio donne-mafia. Giovane donna, 17enne, conscia dello strapotere dei clan, persegue la giustizia a ogni costo. Un esempio unico di coraggio e spirito critico che merita di essere raccontato”.

Giornaliste.org
TIZIANA CAMINADA 25 novembre

“In Salento, Puglia, human beings are trying to do something to save their health, their land. But do-good is not enough against pollution: we need to move on to a stronger revolt. Saving humanity from collective suicide? Woman can do it!!”

Giornaliste.org
FLAVIA MARIANI 24 novembre

“La task force di NOVE Onlus per combattere la catastrofe umanitaria in Afghanistan. Sosteniamo le donne per superare l’emergenza e sviluppare percorsi di autonomia compatibili con il regime talebano”.

Giornaliste.org
RUSLAN KOTSABA 23 novembre

“To strive for peace and to fight for peace means a big difference. Therefore all civilized humanity should stand together in the struggle for peace. War is not only an organized mass murder - the war is a crime against humanity. So to work!”

News

#News & blogs

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