Per la prima volta nella sua storia, l’European Press Prize, uno dei riconoscimenti più prestigiosi del giornalismo europeo, ha scelto Bari come palcoscenico per la cerimonia di premiazione.
Il 28 e 29 maggio 2025, il Teatro Kursaal Santa Lucia ha accolto la 13ª edizione del premio, trasformando il capoluogo pugliese in una capitale della stampa internazionale.
Il report ufficiale del premio sottolinea l’importanza della scelta di Bari, non una capitale europea, ma una città con un ruolo culturale e giornalistico in crescita. “Volevamo riconoscere le sfide e le esperienze specifiche dei giornalisti di questa parte d’Italia, spesso trascurata,” si legge nel documento. Non a caso, uno dei panel pomeridiani è stato interamente in lingua italiana per coinvolgere al massimo la comunità giornalistica locale.
L’organizzazione ha collaborato con CIME, con il Forum of Mediterranean Women Journalists (FMWJ) e con l’Impact Manager di IrpiMedia, puntando i riflettori sulle voci del giornalismo indipendente e sulle storie capaci di cambiare prospettive. Tra le relatrici di spicco, la giornalista pugliese Marilù Mastrogiovanni, ideatrice del FMWJ, che ha contribuito a dare un taglio mediterraneo e inclusivo all’evento.
Panel, eventi e un teatro di storie
Non solo premiazioni: l’edizione 2025 ha abbracciato un format più ampio, con panel, dibattiti ed eventi aperti al pubblico e alla stampa, dedicati al futuro dei media, alle sfide del Sud Italia e alle “storie che fanno la differenza”. La serata di gala si è aperta con una performance di “giornalismo teatrale” del collettivo FADA, quattro dei cui membri sono stati vincitori del Press Prize. Il giorno precedente, una networking soirée al JR Hotels Grande Albergo delle Nazioni ha riunito candidati, giurati e partner in una cena esclusiva con vista mozzafiato sui tetti di Bari e sulla costa pugliese, grazie al sostegno della Regione Puglia.
La premiazione e i vincitori
Il report annuale dell’European Press Prize evidenzia una crescita significativa della partecipazione: oltre 800 candidature provenienti da 44 Paesi, con almeno 45 nazionalità rappresentate e 39 lingue diverse. La shortlist è stata composta da 25 progetti, selezionati tra 75 testate giornalistiche, di cui 12 collaborazioni internazionali e 14 lavori di singoli autori, molti dei quali freelance. Temi complessi e di grande attualità hanno caratterizzato i progetti finalisti, spaziando dalla documentazione delle violazioni dei diritti umani nei campi di lavoro in Madagascar alla mappatura satellitare delle conseguenze dei conflitti armati, fino a inchieste basate su algoritmi di machine learning per analizzare dataset di dimensioni enormi. I vincitori 2025 hanno affrontato temi cruciali: dall’influenza del Cremlino sulle elezioni europee alle cicatrici lasciate dall’industria nera delle adozioni.
Tra i premiati figurano:
- Jessica Bateman, vincitrice del Distinguished Reporting Award
- Katarzyna Boni, vincitrice del Public Discourse Award
- Gabriela Galvin, vincitrice del Migration Journalism Award
- Il Baku Connection Project, premiato con lo Special Award.
La cerimonia è stata impreziosita dal keynote di Alan Rusbridger, storico ex direttore del Guardian e presidente della giuria del premio, che ha salutato la comunità del Press Prize dopo sei anni di incarico.
Il report evidenzia come la scelta di Bari sia stata “un’esperienza calorosa e indimenticabile”. Le attività organizzate nella città hanno rafforzato il legame tra il premio e le realtà giornalistiche locali, offrendo un’occasione unica di confronto internazionale.
La manifestazione non si è limitata a celebrare l’eccellenza giornalistica, ma ha voluto aprire un dialogo più ampio sulle sfide che la stampa deve affrontare, dalla disinformazione alla sostenibilità economica dei media indipendenti.