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Chi siamo

Il Forum è nato dalla giornalista Marilù Mastrogiovanni ed è organizzato da Giulia Giornaliste e dalla cooperativa IdeaDinamica, con l’obiettivo di “creare ponti, abbattere muri: promuovere una riflessione sul giornalismo delle giornaliste investigative, come presidio di Democrazia, dunque di Pace”.

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Mastrogiovanni: le giornaliste sul fronte siano riconosciute come human rights defenders

Corpi, ecosistemi, comunità: smembrati dai conflitti, ricuciti dalle donne. Il tema della settima edizione del Forum dichiarazione diritti delle donne e Risoluzione 1325 dell’ONU, espressione, conoscenza e diritti umani

Il Forum delle giornaliste del Mediterraneo si impegna a dare voce alle giornaliste che ogni giorno mettono a rischio la propria vita, diventano human rights defenders

Il Forum delle giornaliste del Mediterraneo si impegna a dare voce alle giornaliste che ogni giorno mettono a rischio la propria vita, diventano human rights defenders

Assistiamo ad una informazione di guerra spesso “pornografica”: il soffermarsi compiaciuto sui dettagli, il non rispetto della privacy delle vittime, la negazione delle voci di chi si oppone alla guerra, di chi dissente, e di chi ricostruisce. Con il Forum di quest’anno puntiamo l’attenzione sull’azione di costruzione di pace attuata dalle donne, che tessono relazioni e mettono in pratica la pace non intesa come tregua, ma come azione di prevenzione e di contrasto preventivo alla guerra” dice la giornalista Marilù Mastrogiovanni, fondatrice e direttrice del Forum, già presidente della giuria del World Press Freedom Prize Guillermo Cano di Unesco, il premio mondiale per la libertà di stampa che ogni anno viene assegnato a un/a giornalista che si distingue per l’impegno al servizio delle libertà di stampa e di espressione. “Per questo anche quest’anno il Forum si impegna a dare voce alle giornaliste che ogni giorno, raccontando e approfondendo i fatti, anche mettendo a rischio la propria vita, diventano human rights defenders, difensore dei diritti umani. 

In un momento in cui la libertà di stampa e d’espressione, nel nostro Paese, è nel mirino, continueremo ad amplificare la voce delle donne, tessendo una rete sempre più ampia e fitta tra giornaliste, attiviste, accademiche, esperte di gender studies, cooperanti, volgendo il nostro sguardo verso le donne che provengono da realtà critiche.

La nostra bussola sarà la dichiarazione dei diritti delle donne scaturita dalla conferenza mondiale delle donne a Pechino e dalla Risoluzione 1325 dell’ONU e il profondo convincimento che la libertà di stampa e di espressione, insieme alla conoscenza, sono diritti umani inviolabili”.

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