Il 25 novembre c’è grande attesa per l’Ambasciatrice che sarà keynote speaker nell’evento inaugurale del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo alle ore 10:00, presso l’aula magna dell’Università di Bari e, a seguire, sarà protagonista del Panel “Silenziare la verità: la strage di giornalisti in Palestina“
Quando Mona Abuamara si è insediata come nuova ambasciatrice dello Stato di Palestina in Italia nella primavera del 2025, la notizia è passata quasi inosservata nei media mainstream.
Ma dietro questa nomina, si cela una figura destinata a segnare un cambio di passo nella diplomazia palestinese in Europa. Mona Abuamara appartiene infatti ad una nuova generazione di diplomatici cresciuti in un mondo globalizzato, dove la causa palestinese non si difende più solo con la retorica ma con la competenza, la fermezza e la capacità di dialogare su più livelli.
Nata nel 1979, con una formazione accademica tra il Medio Oriente e il Nord America, Mona Abuamara ha costruito una carriera solida nelle relazioni internazionali. Prima di arrivare a Roma, ha diretto per quattro anni la rappresentanza diplomatica palestinese in Canada, un Paese complesso per la diplomazia mediorientale, dove le sensibilità hanno spesso oscillato tra le due sponde del conflitto israelo-palestinese. Ad Ottawa, Abuamara si è fatta conoscere per la sua calma determinazione, per la capacità di parlare con equilibrio anche nei momenti più tesi e per un approccio comunicativo attento al linguaggio dei diritti più che a quello della contrapposizione. In un’intervista concessa a un’emittente canadese nel 2023, parlava di “dignità, diritto e speranza” come fondamenti della pace; concetti misurati, radicati nel linguaggio della diplomazia e del diritto internazionale.
Arrivata a Roma a marzo 2025, la diplomatica palestinese ha subito avviato anche in Italia una serie di incontri istituzionali, conferenze e momenti di dialogo pubblico. In uno dei suoi primi interventi a Napoli, ha affermato: «L’Italia non è solo un partner politico, ma un luogo di dialogo umano. In un tempo di muri, la nostra missione è costruire ponti». Abuamara sembra voler restituire visibilità e sostanza allo storico legame tra Italia e Palestina. Lo fa con discrezione ma con costanza: incontri con le istituzioni, con le università, con le comunità palestinesi e arabe presenti in Italia, e una rete di contatti con associazioni culturali e organizzazioni non governative.
La sua linea è chiara: rilanciare la diplomazia pubblica e culturale, rafforzare la cooperazione municipale tra città italiane e palestinesi, promuovere progetti di sviluppo sostenibile e valorizzare la conoscenza reciproca come base per un nuovo dialogo. Nei suoi interventi parla di “diplomazia della dignità”, insiste sull’importanza di essere ascoltati, non di alzare la voce. «La pace – ha detto in un convegno a Roma – non nasce nei negoziati, ma nella capacità di vedersi. Noi, popolo palestinese, vogliamo essere visti per ciò che siamo: esseri umani, non statistiche».
In un contesto diplomatico sempre più fondato sulla teatralità e gli effetti speciali, Mona Abuamara sceglie la via della pazienza e della sobrietà che diventano metodo, stile e visione politica. In questa prospettiva, la sua missione in Italia non è solo istituzionale ma anche culturale: riannodare fili, ricostruire fiducia, restituire all’immagine palestinese una dimensione umana e universale.
Mona Abuamara segna anche un passo importante per la diplomazia di genere palestinese. È una delle poche donne a capo di una missione diplomatica in Europa e la sua presenza testimonia una lenta ma significativa evoluzione nella rappresentanza femminile del mondo arabo. «Ogni donna palestinese che arriva in un ruolo di responsabilità – ha dichiarato – non parla solo per sé, ma per una generazione che ha scelto la competenza come forma di resistenza».
Più che una militante, Abuamara è una professionista della mediazione, che crede nella forza silenziosa della competenza. Con lei la Palestina non rinuncia alla sua voce ma sceglie di affidarla a chi sa usarla con professionalità e intelligenza.
