La Rete di Ombre va oltre le solite prediche disvelando le relazioni tossiche tra giovani, usando il loro linguaggio e offrendo loro una bussola per imparare a riconoscere il controllo prima che diventi gabbia
La Rete di Ombre va oltre le solite prediche disvelando le relazioni tossiche tra giovani, usando il loro linguaggio e offrendo loro una bussola per imparare a riconoscere il controllo prima che diventi gabbia
(a cura di Francesca Fuggetti)
Allarmare non è più sufficiente: è necessario sensibilizzare (o addirittura educare) servendosi di strumenti critici e di linguaggi vicini al vissuto emotivo degli adolescenti. Nella società odierna, le varie forme di violenza psicologica e di controllo minano precocemente la vita affettiva delle giovani donne: se si vuole fare prevenzione vera, c’è bisogno di strumenti capaci di parlare la stessa lingua dei giovanissimi.
Ed è in questa direzione che si muove il progetto NORA against GBV, promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento, cofinanziato dall’Unione Europea per supportare concretamente i Centri Antiviolenza e le case rifugio, e per contrastare anche a livello culturale le disuguaglianze strutturali alla base della violenza di genere.
La Rete di Ombre, un coinvolgente fumetto gamificato
H.O.P.E. – Helping Offenders Progress and Evolve è un progetto finanziato dal bando NORA che mira a rafforzare le competenze e gli strumenti degli operatori dell’UEPE impegnati nell’accompagnamento degli uomini autori di violenza di genere. Il progetto è coordinato dal CAM Ferrara – Centro Uomini Maltrattanti, in partenariato con l’UEPE di Avellino, IncluDream e Maker Camp. Tra le azioni previste vi è lo sviluppo di un innovativo libro gamificato a supporto dei percorsi formativi rivolti agli operatori.
Il coordinamento del progetto è affidato ad Alessandra Frenza, esperta nella progettazione e gestione di iniziative dedicate alla prevenzione della violenza di genere, alle discriminazioni e all’inclusione. Accompagna persone, gruppi e organizzazioni nella costruzione di relazioni consapevoli, promuovendo percorsi formativi orientati al contrasto degli stereotipi, della violenza e delle disuguaglianze di genere. Marco Vigelini, fondatore di Maker Camp, è esperto di gamification, game-based learning e innovazione digitale applicata all’educazione e coordina la realizzazione del libro gamificato del progetto. Filomena Masi, referente del progetto per l’UEPE di Avellino, mette a disposizione la propria esperienza nell’esecuzione penale esterna, assicurando il raccordo con gli operatori del servizio e contribuendo alla sperimentazione e validazione degli strumenti sviluppati nell’ambito di H.O.P.E. Il progetto può inoltre contare sul sostegno della dr.ssa Marilena Guerriera, direttrice dell’UEPE di Avellino, il cui supporto istituzionale favorisce il coinvolgimento attivo degli operatori e la piena riuscita delle attività previste.
Quando la storia la scrive chi legge
Puntare sulla cultura pop per fare educazione e attivismo sociale è l’intuizione vincente del fumetto. Qui un ruolo chiave lo gioca IncluDream, associazione professionale specializzata nella valorizzazione dei linguaggi narrativi e grafici per l’europrogettazione, l’inclusione e la promozione delle pari opportunità . La dott.ssa Maddalena D’Urso, Presidente e Senior Project Manager di IncluDream, lavora da anni per trasformare la burocrazia dei bandi europei in progetti ad alto impatto emotivo e comunicativo: la sua formazione in Diritto dell’Unione Europea e la sua esperienza sui fondi comunitari le consentono di operare con efficacia in questo ambito.
Per la realtà guidata da D’Urso, fumetti e giochi non sono semplici passatempi, ma strumenti per abbattere le barriere culturali e spiegare ai giovani, senza troppi giri di parole, cosa siano il consenso, i propri diritti e la violenza di genere.
Il fumetto adotta una struttura a bivi, ripercorrendo le varie tappe del legame tra Luna, ragazza solare appassionata di disegno, ed Alex, conosciuto online. Nonostante le prime attenzioni lusinghiere di lui, basta poco perché il rapporto assuma gradualmente le fattezze del controllo: pretesa di geolocalizzazione in tempo reale, condizionamenti sull’abbigliamento, battute svalutanti e tentativi di isolare Luna dalla sua preziosa amica Mia. A pagina ventisei si palesa il bivio chiave, in cui la lettrice o il lettore sceglie che direzione far prendere agli eventi narrati. Nel Percorso A, Luna giustifica i comportamenti di Alex colpevolizzandosi, cadendo nell’isolamento e abbandonando la propria arte. Nel Percorso B, la ragazza si confida con Mia e con una docente: prende coscienza della violenza psicologica, pone dei limiti, interrompe il contatto tossico e recupera la propria autonomia. In entrambi i percorsi, anche Alex affronta le conseguenze delle proprie azioni, inaugurando un cammino di aiuto e di presa di responsabilità .
La Rete di Ombre si conclude con una guida pratica ai campanelli d’allarme, indicando i principali servizi di supporto: dal numero unico 112 al servizio antiviolenza e stalking 1522, fino ai Centri Antiviolenza e alle app di sicurezza come YouPol, Where Are U, Viola e Walk Home.
Una rete senza confini: le buone pratiche per un’inversione di tendenza
L’uso dei fumetti e dei giochi per prevenire forme di violenza non è un’invenzione isolata, ma una tendenza internazionale già affermata. In Francia, l’associazione Centre Hubertine Auclert ha da diverso tempo sviluppato strumenti di prevenzione dedicati alle scolaresche – tra cui spicca l’iniziativa Tu m’aimes, tu me respectes, pensata per identificare i primi segnali di violenza nelle coppie di adolescenti attraverso lo strumento del violentomètre. Oltreoceano, la celebre piattaforma Love is Respect, sostenuta dalla National Domestic Violence Hotline, da anni si avvale di quiz interattivi, grafiche comics-based e moduli gamificati per mettere in luce la differenza tra le relazioni sane e quelle abusive, offrendo una possibilità di consultazione anonima via chat. Anche Amnesty International ha percorso una strada analoga con Challenging Sexist Bullying, campagna che diffonde nelle scuole secondarie guide illustrate a mo’ di fumetto, volte a decostruire gli stereotipi di genere e a fornire strategie di intervento attivo per i cosiddetti bystander, gli spettatori passivi di episodi di prevaricazione.
Progetti come La Rete di Ombre, sostenuti dall’alleanza tra realtà del Terzo Settore e programmi di finanziamento mirati, confermano quanto sia urgente rinnovare da cima a fondo i linguaggi dell’educazione. Parlare alle ragazze e ai ragazzi con la forza visiva e la giocabilità del fumetto significa restituire loro la capacità di scegliere in autonomia e di riconoscere la violenza prima che sia troppo tardi. È solo trasformando il modo di vivere le relazioni fin dai primi anni dell’adolescenza che si pongono le basi per una parità reale, offrendo alle nuove generazioni un contesto di crescita finalmente libero da ombre, controllo e sopraffazione.
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Il progetto NORA against GBV cofinanziato dall’Unione Europea e promosso da Fondazione Realizza il Cambiamento e ActionAid International Italia E.T.S. intende contribuire alla prevenzione e al contrasto della violenza maschile contro le donne in Italia attraverso il sostegno, il potenziamento e lo sviluppo delle capacità delle organizzazioni della società civile (OSC) attive a livello nazionale, regionale e locale. Il progetto coinvolge 50 realtà attive in tutta Italia, creando così una rete del cambiamento in grado di ascoltare e rispondere ai bisogni specifici e concreti di ogni territorio e comunità .
Il contenuto di questa comunicazione rappresenta l’opinione degli autori che ne sono esclusivamente responsabili. Né L’Unione europea né la DG JUST possono ritenersi responsabili per le informazioni che contiene né per l’uso che ne venga fatto. Analogamente non possono ritenersi responsabili ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento.