Il corpo delle donne è l’ultima frontiera dell’estrattivismo capitalistico? Dalla medicina costruita intorno al paradigma maschile alla violenza ostetrica, dalla patologizzazione dei processi fisiologici alla mercificazione della fertilità, il panel indaga le forme attraverso cui la politica, le istituzioni sanitarie e l’industria biomedica trasformano il corpo femminile in territorio di appropriazione, sorveglianza e produzione di valore. Il dolore non riconosciuto, il piacere cancellato dalle mappe anatomiche, l’autodeterminazione riproduttiva subordinata alle esigenze demografiche ed economiche rivelano la persistenza di un ordine epistemico patriarcale, nel quale le donne sono state storicamente considerate oggetti della conoscenza medica più che soggetti capaci di produrla. Il confronto attraversa la violenza ginecologica e ostetrica e i tabù sulla sessualità e sulla salute sessuale delle donne, interrogando il confine tra innovazione terapeutica e nuove forme di estrazione di valore dai corpi.
Ma il corpo non è soltanto il luogo in cui si esercita il potere: è anche un archivio di saperi situati, resistenze e possibilità di autodeterminazione. Quale medicina può riconoscere l’esperienza incarnata come fonte legittima di conoscenza? Quale giornalismo può sottrarre i corpi alla narrazione della sofferenza individuale per rendere visibili le responsabilità sistemiche? La posta in gioco è ripensare la salute come diritto collettivo, sottraendo la riproduzione, la cura e il piacere alle logiche dell’appropriazione e restituendoli alla libertà delle persone.
Argomenti deontologici: articoli 8, 9, 11, 13, 26 del codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti
Modera:
Mario Maffei, divulgatore scientifico, giornalista UNAMSI
Intervengono:
Domitilla Pirro, giornalista, scrittrice, podcast “A Gambe larghe”, Mondadori Studios, autrice “Utero con vista”, effequ
Benedetta Petroni, scrittrice, podcast “A Gambe Larghe” Mondadori studios, autrice “Utero con vista”, effequ
Valentina Isernia, giornalista, APS Giornaliste del Mediterraneo