Il Mediterraneo continua a essere narrato come una frontiera naturale, benché sia il prodotto di decisioni politiche, accordi di esternalizzazione, tecnologie di sorveglianza e gerarchie razziali che stabiliscono chi possa muoversi e chi no. Il panel segue la filiera del confine: dai deserti attraversati prima della costa ai centri di detenzione libici, dalle navi di soccorso criminalizzate ai rimpatri, fino ai sistemi biometrici, alle banche dati e agli algoritmi che assegnano rischio, credibilità e diritto d’ingresso. La categoria di “migrante” verrà decostruita mostrando come genere, classe, provenienza, disabilità, orientamento sessuale e status giuridico producano esposizioni diverse alla violenza, con particolare attenzione a quella gita sulle donne migranti tra le mura domestiche europee, mentre le crisi climatiche, le guerre e l’impoverimento rendono sempre più artificiale la separazione tra migrazione “economica”, forzata o ambientale. Uno sguardo ecofemminista collega la libertà di movimento all’abitabilità dei territori e alle economie estrattive che li svuotano; uno sguardo decoloniale rivela la continuità tra rotte imperiali, saccheggio delle risorse e attuali politiche europee di contenimento. Quale giornalismo può raccontare la frontiera senza assumere il punto di vista della polizia di frontiera? Come evitare immagini che trasformano corpi e barche in una massa anonima? Il panel mette a confronto reportage, attivismo in mare e border studies per costruire un lessico alternativo a “emergenza”, “invasione” e “crisi”, capace di seguire denaro, responsabilità, infrastrutture e resistenze. La posta in gioco è passare dal conteggio degli arrivi all’inchiesta sul regime che produce deportabilità, morte e immobilità. Il confine emerge come tecnologia mobile che attraversa documenti, corpi, lavoro, welfare e informazione.
Argomenti deontologici: articoli 11, 12, 13, 14 Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti
Introduce:
Lorena Carbonara, Università della Calabria
Intervengono:
Leah Pattern, the Guardian, El Pais, Spagna
Sofia Turati, Marea Media
Andrea Tedeschi, consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Puglia
Domenico Centrone, documentarista