Dal 19 al 21 giugno l’APS Giornaliste del Mediterraneo ha partecipato, presso la Casa delle Donne di Milano, all’incontro nazionale del progetto NORA – Against Gender-Based Violence, promosso da ActionAid Italia. Tre giornate di formazione, confronto e networking che hanno riunito circa cinquanta organizzazioni provenienti da tutta Italia, impegnate nella prevenzione e nel contrasto della violenza maschile contro le donne attraverso attività di sensibilizzazione, formazione, ricerca e supporto alle vittime.
L’appuntamento è arrivato a pochi mesi dal grande successo del Museo del Patriarcato (MUPA), l’installazione realizzata da ActionAid alla Fabbrica del Vapore di Milano, visitata da oltre diecimila persone. Proprio partendo da quell’esperienza, l’organizzazione ha costruito un ricco programma di incontri e laboratori finalizzato a promuovere nuovi immaginari culturali e nuove modalità di lettura della violenza di genere, affrontandone le cause strutturali e gli stereotipi che ancora oggi ne favoriscono la diffusione.
Tre giorni di workshop tra formazione, reti e buone pratiche
La prima giornata si è aperta con i saluti di Silvia Pacella di ActionAid ed è stata dedicata soprattutto alla conoscenza reciproca tra le realtà partecipanti. Attraverso una sessione di “speed dating” tra associazioni, le organizzazioni hanno avuto l’opportunità di presentare le proprie attività, condividere esperienze territoriali e gettare le basi per future collaborazioni.
Il 20 giugno, introdotto da Emilia Torrisi di ActionAid, è stato invece il cuore operativo dell’incontro, con numerosi workshop paralleli dedicati ad alcuni dei temi più rilevanti nel contrasto alla violenza di genere.
Tra questi, il laboratorio sulle esperienze di gioco come strumento educativo per riconoscere e trasformare le dinamiche della violenza nelle relazioni; quello dedicato all’applicazione concreta dell’intersezionalità nella progettazione sociale; gli incontri sulle modalità di ascolto e supporto alle donne vittime di violenza e sulla rappresentazione della violenza nei media e nei social network.
Ampio spazio è stato riservato anche alle nuove forme di violenza digitale che coinvolgono gli adolescenti, al lavoro con gli uomini autori di violenza, alla sensibilizzazione attraverso festival culturali e alle vulnerabilità specifiche delle donne migranti, richiedenti asilo e rifugiate. Particolarmente significativa è risultata la riflessione sulle forme “sommerse” della violenza, rappresentate attraverso la metafora dell’iceberg: accanto alle aggressioni più evidenti emergono infatti isolamento, controllo economico, dipendenza, ricatti psicologici e difficoltà di accesso ai servizi, spesso invisibili ma altrettanto devastanti.
L’intero programma è stato caratterizzato da un forte approccio partecipativo: oltre agli interventi di ActionAid, numerosi seminari sono stati condotti direttamente dalle organizzazioni coinvolte, favorendo uno scambio continuo di metodologie, strumenti operativi e buone pratiche maturate nei diversi territori italiani.
Il contributo del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo: il ruolo dell’informazione nel cambiamento culturale



Tra i workshop in programma anche l’APS Giornaliste del Mediterraneo ha portato il proprio contributo con una relazione dedicata alla comunicazione digitale nel Terzo settore, presentando il caso del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo come esperienza di community building e di promozione di una cultura dei diritti.
A rappresentare l’associazione è stato Mario Maffei, delegato alla rendicontazione, al crowdfunding e alle questioni economico-amministrative, che ha illustrato davanti a una platea di rappresentanti di associazioni e centri antiviolenza le strategie di comunicazione sviluppate negli ultimi anni per promuovere il Forum e coinvolgere pubblici sempre più ampi sui temi della parità di genere e del contrasto alla violenza.
L’intervento ha posto l’attenzione sul valore del giornalismo etico e della media education come strumenti fondamentali per decostruire stereotipi e pregiudizi culturali. Attraverso una lettura intersezionale delle discriminazioni, è stato evidenziato come la violenza di genere rappresenti il risultato di modelli culturali radicati, spesso interiorizzati sin dall’infanzia e alimentati da narrazioni mediatiche distorte.
Particolare interesse ha suscitato il confronto sul ruolo dell’informazione nell’attuale contesto caratterizzato da infodemia, disinformazione e diffusione incontrollata di fake news attraverso le piattaforme social. Da qui la necessità di investire contemporaneamente nella formazione continua dei giornalisti, nell’educazione delle nuove generazioni alla verifica delle fonti e nella promozione di un linguaggio corretto e rispettoso delle differenze.
Durante il dibattito sono stati affrontati anche alcuni degli errori più frequenti nella narrazione giornalistica della violenza contro le donne: dal ricorso a titoli sensazionalistici alla vittimizzazione secondaria, dall’enfasi sulle motivazioni dell’aggressore fino all’uso improprio di termini e stereotipi che finiscono per alterare la comprensione del fenomeno. È emerso inoltre come il linguaggio di genere, riconosciuto dall’Accademia della Crusca come una questione di correttezza linguistica prima ancora che culturale, rappresenti uno strumento concreto per favorire una comunicazione più accurata, inclusiva e rispettosa.
La giornata conclusiva è stata aperta dall’intervento di Cinzia Penati, responsabile del progetto NORA per ActionAid, che ha coordinato i lavori dedicati al NORA Handbook e ha lanciato la scrittura partecipata del nuovo bando NORA 2, coinvolgendo le organizzazioni presenti nella definizione delle future linee di intervento.
Il progetto NORA – Against Gender-Based Violence, promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento e cofinanziato dall’Unione Europea, punta infatti a rafforzare la capacità delle organizzazioni della società civile di prevenire e contrastare la violenza di genere attraverso azioni coordinate a livello nazionale e locale.
I tre giorni trascorsi alla Casa delle Donne di Milano hanno rappresentato un’importante occasione di crescita professionale, aggiornamento e consolidamento delle reti tra organizzazioni. Per l’APS Giornaliste del Mediterraneo, la partecipazione al meeting costituisce un ulteriore passo nel percorso di promozione di un’informazione responsabile e di un giornalismo capace di contribuire al cambiamento culturale, mettendo al centro il rispetto dei diritti, il contrasto agli stereotipi e la costruzione di una società più equa, inclusiva e libera dalla violenza.






