Panel 6 – Il saluto della Vice Presidente del Senato Anna Rossomando

Desidero esprimere il mio sentito ringraziamento a Noi Rete Donne e al Forum of Mediterranean
Women Journalists per l’invito a partecipare a questo Convegno dal titolo “Nel nome della madre: il
diritto di essere nominate”, tema oggetto di disegni di legge dei quali sono relatrice presso la
Commissione Giustizia del Senato. Purtroppo, concomitanti impegni parlamentari non mi consentono
di essere presente di persona.
Come noto, l’esame dei disegni di legge in questione si svolge alla luce delle diverse pronunce della
Corte costituzionale intervenute negli ultimi anni, che hanno innovato la materia, demandando al
legislatore la sua compiuta regolamentazione.
In particolare, nel 2022 la Consulta ha precisato che, mentre la precedente sentenza del 2016 “ha
consentito, sulla base di un accordo fra i genitori, l’attribuzione del cognome della madre in aggiunta
a quello del padre […] il presente intervento rende l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori
regola di carattere generale”. Ad oggi, per effetto delle pronunce della Corte, non è dunque più
prevista l’attribuzione automatica del solo cognome paterno: il regime automatico, in assenza di
diversa indicazione dei genitori, è quello del doppio cognome.
La sentenza del 2022 è particolarmente chiara e incisiva, essendo fondata su un principio essenziale:
per contrastare efficacemente la persistente cultura patriarcale che ancora permea la società — e da
cui derivano discriminazioni e, nei casi più gravi, prevaricazioni e violenze — è necessario intervenire
sulle sue fondamenta, costituite anche dai riferimenti normativi e simbolici che contribuiscono a
conservarla e consolidarla. In questa prospettiva, la Corte ribadisce il diritto del minore a un’identità
piena e completa, che non può essere ricondotta esclusivamente al ramo paterno, ma deve includere
anche l’identità materna. In tal senso si fa fronte “all’invisibilità” della donna nella trasmissione del
cognome, quale forma di discriminazione ed ostacolo al pieno riconoscimento dell’autonomia e
dell’emancipazione femminile.
Spetta ora al Parlamento intervenire sugli aspetti che la Corte non può disciplinare direttamente. Le
audizioni hanno evidenziato alcuni nodi ancora da sciogliere. Sebbene si tratti di questioni
agevolmente risolvibili, il percorso legislativo ha subito una fase di stallo. Confido tuttavia che,
attraverso il confronto e l’approfondimento, sia possibile superare tale impasse; il mio impegno in
questa direzione è fermo e costante.
Aggiungo che, nonostante il quadro normativo sia tuttora incompleto, si registra un crescente numero
di genitori che sceglie il doppio cognome. La conoscenza delle opzioni disponibili resta tuttavia
disomogenea, sul territorio nazionale, e l’uso del doppio cognome risulta meno frequente in diverse
Regioni del Mezzogiorno.
È anche per questo che desidero ringraziarvi: occasioni di riflessione e confronto come quella odierna
sono fondamentali per accrescere la consapevolezza sulla possibilità di adottare il doppio cognome e
per contribuire a chiarire e superare eventuali timori.
RingraziandoVi nuovamente per l’attenzione, auguro a tutti buon proseguimento dei lavori.

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Marilù Mastrogiovanni