A volte bastano poche righe, scritte con fermezza e argomentate con rigore, per innescare un cambiamento. È quello che è accaduto quest’estate, quando Marilù Mastrogiovanni, giornalista, ideatrice del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo e attivista dell’associazione Giulia Giornaliste, ha preso carta e penna (digitale) e ha scritto alla direzione generale di Ryanair per segnalare un dettaglio apparentemente marginale ma carico di significato: l’uso, nei sistemi di prenotazione della compagnia, del termine “signorina” per indicare le donne non sposate.
L’email che ha acceso il dibattito
Era il 2 luglio 2025 quando, a nome dell’associazione Noi Rete Donne, Mastrogiovanni inviava una PEC indirizzata a Fabrizio Francioni (Head of Communication Ryanair Italy), Rosa Pastena (Head of Public Affairs Ryanair Italy) e per conoscenza al CEO Michael O’Leary.
il testo non lasciava spazio a fraintendimenti:
Vi scriviamo per segnalare l’uso ricorrente del termine “signorina” rivolto alle donne non sposate nei vostri canali e sistemi di prenotazione. Tale scelta linguistica, apparentemente neutra, ha un impatto discriminatorio e anacronistico.
A differenza degli uomini, ai quali viene attribuito un titolo unico (“signore”) indipendentemente dallo stato civile, le donne vengono distinte in base al loro legame (o meno) con un uomo, rafforzando un sistema di rappresentazione patriarcale in cui l’identità femminile è subordinata a un ruolo relazionale. Questa asimmetria linguistica è stata riconosciuta da diverse Istituzioni come lesiva della parità.
Numerose pubblicazioni hanno definito l’uso di “signorina” in ambito professionale come discriminatorio e lesivo della dignità, riconoscendo che il riferimento allo stato civile è irrilevante e potenzialmente umiliante. La letteratura accademica conferma l’effetto simbolico di esclusione di tale termine (cfr. M. Sabatini et al., “Il sessismo nella lingua italiana”, Miur, 1986; aggiornato 2020).
In linea con le indicazioni dell’ONU e della Commissione Europea sull’uso di un linguaggio inclusivo, invitiamo Ryanair a rivedere i propri moduli di registrazione, rimuovendo il termine “signorina” dai propri sistemi, sostituendolo con “signora” o, preferibilmente, offrendo l’opzione neutra di non indicare il genere in nessun caso, come già accade presso numerose compagnie aeree.
Una piccola modifica terminologica può rappresentare un grande passo verso una comunicazione rispettosa, equa e contemporanea.
Distinti saluti,
Per Noi rete Donne: Daniela Carlà, Marilù Mastrogiovanni, Sabrina Cicin e Antonella Ida Roselli
La risposta di Ryanair: impegno e azioni concrete
A distanza di poche settimane, il 12 agosto, è arrivata la risposta ufficiale di Ryanair.
In una lettera firmata da Rosa Pastena, Responsabile per le relazioni istituzionali, la compagnia aerea ha confermato che da maggio 2025 è stata introdotta nei moduli di prenotazione l’opzione di titolo neutro rispetto al genere (“Mx”), ora disponibile in tutti i mercati e su tutte le piattaforme.
Ma non è tutto: Pastena ha anche annunciato che la rimozione del termine “Sig.na” è già stata programmata come parte di un aggiornamento globale del sito web e delle piattaforme di prenotazione. Un’azione che sarà applicata “in tutti i contesti culturali” e che, si legge nella risposta, “riflette l’impegno continuo di Ryanair nel garantire sistemi di interazione rispettosi dei principi di uguaglianza e promotori di una comunicazione inclusiva”.
Alla data di oggi (9 settembre 2025) il software di prenotazione voli di Ryanair prevede il neutro MX ma non ha ancora rimosso la distinzione discriminatoria tra donne sposate e non sposate. Confidiamo tuttavia che la compagnia aerea darà presto seguito a quanto promesso…

Un caso esemplare di cittadinanza attiva
La vicenda è un esempio concreto di come la sensibilità linguistica possa trasformarsi in azione civile. Le parole non sono mai neutre: veicolano visioni del mondo, costruiscono relazioni e, talvolta, perpetuano stereotipi. Intervenire sul linguaggio significa intervenire sulla cultura.
Marilù Mastrogiovanni commenta: “Non si tratta solo di aggiornare un modulo online. Si tratta di riconoscere che il linguaggio modella la realtà e che il rispetto passa anche dalle parole. È un segnale importante, soprattutto da parte di un’azienda internazionale come Ryanair, che ha scelto di recepire e agire”.
Il cambio promesso da Ryanair non riguarda solo il mercato italiano. La compagnia ha scelto un approccio uniforme, in linea con le tendenze globali verso un linguaggio più inclusivo e rispettoso delle identità di genere. L’aggiunta del titolo neutro “Mx” e la rimozione del termine “signorina” segnano un passo avanti verso una comunicazione aziendale che non discrimina e non classifica le persone in base a categorie superate.