“We Are the Forest Enclosed by the Wall”

Un film di Oliver Ressler

Il previsto ampliamento del Centro Tecnico di Nardò (NTC) della Porsche Engineering minaccia la sopravvivenza dell’ultima foresta rimasta nella regione Puglia, nel sud Italia. Il Bosco d’Arneo, con querce secolari e un ricco ecosistema essenziale per la biodiversità locale, è protetto dal protocollo Natura 2000 dell’Unione Europea. Tuttavia, ora rischia di essere abbattuto per fare spazio a nove nuove piste di prova, un eliporto e altre infrastrutture richieste da Porsche per i test sui veicoli elettrici. Abbagliato dalla prospettiva di 450 milioni di euro di investimenti presumibilmente in arrivo, il governo regionale della Puglia ha approvato un piano ecocida per eradicare più di 200 ettari di foresta. Non c’è stata alcuna consultazione pubblica. L’amministrazione ha anche utilizzato i poteri legislativi per espropriare i terreni di 130 persone, richiedendo teoricamente alla multinazionale di “compensare” la perdita della foresta piantando nuovi alberi in appezzamenti separati. Anche se quegli alberi dovessero sopravvivere in un ambiente povero d’acqua, non potrebbero mai compensare la ricchezza di un ecosistema antico e diversificato.

Il film si concentra sugli sforzi instancabili dei Custodi del Bosco d’Arneo per difendere il Bosco in un territorio già a rischio di desertificazione, dove milioni di ulivi sono stati distrutti da batteri, siccità ricorrenti, pozzi di acqua salata e incendi. Gli attivisti hanno organizzato una campagna internazionale che ha visto la partecipazione dell’organizzazione ambientalista tedesca Robin Wood e dell’Istituto Etno con la leader indigena brasiliana Maria Agraciada, la cui cerimonia a sostegno della terra e dei suoi difensori appare nel film.

“Noi siamo la foresta, abbiamo bisogno della foresta per vivere”, dichiara uno dei custodi, affermando il rapporto indissolubile tra la vita umana e quella non umana. Il film denuncia l’ipocrisia di un’industria automobilistica che mette in pericolo ecosistemi di inestimabile valore con il pretesto dell’innovazione tecnologica. Riflette anche su questioni più ampie come il consumo di suolo e la mitigazione dei cambiamenti climatici a livello locale e globale. Critica le narrazioni di greenwashing e quelle istituzioni che favoriscono gli interessi privati delle multinazionali rispetto all’interesse pubblico delle loro comunità.

I protagonisti di questa lotta sono ripresi all’aperto e in ambienti naturali, mostrati in un rapporto poetico con il loro ambiente bello ma già drasticamente devastato. Sono presentati collettivamente: molte voci si levano per difendere i beni comuni, ripercorrendo una storia di lotte che va dalla rivolta dei contadini contro i grandi proprietari terrieri feudali al potere odierno delle multinazionali. I loro volti sono sfocati per evitare la repressione. Il governo italiano di destra di Giorgia Meloni ha recentemente approvato le cosiddette leggi anti-Gandhi, che espongono gli attivisti coinvolti in azioni di disobbedienza civile al rischio di lunghe pene detentive.

Regista e produttore: Oliver Ressler

Commissario: Free Home University (Alessandra Pomarico, Nikolay Oleynikov)

Fotografia: Oliver Ressler

Riprese aggiuntive: Cosimo Pastore

Montaggio: Enar de Dios Rodríguez, Oliver Ressler

Correzione colore: Rudolf Gottsberger

Sound design: Elliot Perkins

Un ringraziamento speciale a tutti i membri di Custodi del Bosco d’Arneo e a Maria Agraciada (Instituto Etno), leader indigena del popolo Tupinambá, Brasile, la cui cerimonia a sostegno della terra e dei suoi difensori appare nel film.

Un ringraziamento speciale anche a Viola Berlanda, Francesco Buonerba, Enzo Debonis, Enar de Dios Rodríguez, Matthew Hyland, Nikolay Oleynikov, Tabea Panizzi, Alessandra Pomarico, Diya Vij, Roland Wetzel.

Questo film è stato prodotto nell’ambito della mostra personale

Scenes from the Invention of Democracy al Museum Tinguely di Basilea, curata da Tabea Panizzi, 2025.

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Redazione Giornaliste.Org