A dieci anni dal Manifesto di Venezia il panel ripercorre la strada fatta dal movimento dal basso attivato da CPO FNSI, ODG, USIGRAI, Gi.U.Li.A Giornaliste e sindacato giornalisti Veneto, che ha portato a modificare il codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti. I contributi delle relatrici interrogheranno il potere delle parole nella costruzione dell’immaginario collettivo e nella riproduzione delle disuguaglianze di genere. Il linguaggio giornalistico infatti non si limita a descrivere la realtà: contribuisce a definirla, rendendo visibili o invisibili soggetti, fenomeni e rapporti di potere. Dalla narrazione della violenza maschile contro le donne alla rappresentazione delle soggettività marginalizzate, stereotipi, sessismo e discriminazioni continuano a condizionare l’informazione. Quale responsabilità deontologica hanno le giornaliste e i giornalisti nel contrastare la violenza simbolica? Quali strumenti giuridici, professionali e collettivi possono proteggerne la libertà di espressione? Il decennale del Manifesto di Venezia diventa occasione per rileggere conquiste, resistenze e nuove sfide, riconoscendo nel linguaggio un terreno di conflitto, ma anche di autodeterminazione e trasformazione sociale.
Modera:
Alessandra Mancuso, Gi.U.Li.A. Giornaliste, tra le estensore del Manifesto di Venezia
Introduce:
Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum delle giornaliste del Mediterraneo, tra le estensore del Manifesto di Venezia
Intervengono:
Vittorio Di Trapani, presidente FNSI
Mara Cinquepalmi, Gi.U.Li.A. Giornaliste, autrice “Tabù”
Serena Bersani, presidente nazionale Gi.U.Li.A. Giornaliste
Maria Luisa Villa, Gi.U.Li.A. Giornaliste, Rassegna sui generis, 100esperte.it
Monica Andolfatto, Sindacato Giornalisti Veneto, tra le estensore del Manifesto di Venezia