Un ampio fronte di organizzazioni non governative, associazioni umanitarie e realtà della società civile italiana ha inviato una lettera al ministro degli Esteri Antonio Tajani, sollecitando un intervento urgente per permettere l’evacuazione dei cittadini palestinesi intrappolati nella Striscia di Gaza in possesso di documentazione valida.
Nell’appello, sottoscritto da decine di sigle nazionali e locali – tra cui ActionAid, ARCI, Medici del Mondo, Mediterranea Saving Humans, AOI, ACS e molte altre – si descrive una situazione definita come una “catastrofe umanitaria senza precedenti”. Gli autori del documento ricordano che, da mesi, la popolazione gazawa è sottoposta a un assedio militare che ha già provocato decine di migliaia di vittime civili e che autorevoli giuristi e istituzioni accademiche qualificano come un possibile genocidio in corso.
Particolare allarme desta, secondo i firmatari, la decisione della Knesset di avviare un processo legislativo per l’annessione de facto dell’intera Striscia di Gaza, misura che rischierebbe di rendere permanente l’occupazione militare israeliana e di compromettere ogni prospettiva di pace.
Le organizzazioni chiedono con forza al governo italiano e alla comunità internazionale di:
- fare pressione diplomatica per fermare immediatamente assedio, guerra e occupazione;
- garantire accesso agli aiuti umanitari per la popolazione allo stremo;
- agevolare l’uscita legale e sicura delle persone che possiedono documenti validi, inclusi passaporti e visti per l’Italia o per altri Paesi europei.
Tra queste persone ci sono interi nuclei familiari, studenti titolari di borse di studio in università italiane, malati e minori, tutti impossibilitati a lasciare Gaza e sottoposti a gravi rischi per la propria incolumità. I promotori dell’appello ricordano anche la pronuncia del TAR Lazio, che ha indicato la necessità di procedure agevolate per il rilascio dei visti in considerazione della crisi umanitaria.
Le associazioni sollecitano inoltre che l’Italia, in quanto Paese fondatore dell’Unione Europea e membro del Consiglio ONU per i Diritti Umani, si faccia promotrice in sede internazionale di una posizione unitaria e incisiva per garantire protezione ai civili palestinesi, anche attraverso il riconoscimento di una residenza temporanea.
“L’Italia non può rimanere silente di fronte a violazioni così gravi e persistenti dei diritti umani fondamentali” si legge nella lettera. “La sua voce può contribuire a salvare vite umane e a ridare dignità alla politica estera europea”.
I firmatari si dichiarano infine disponibili a fornire al ministero un elenco dettagliato delle persone bloccate a Gaza, affinché possa essere valutata una loro evacuazione immediata.