22-23-24 Novembre 2023, modalità mista, in presenza e on line, su piattaforma FAD


Il Forum of Mediterranean women journalists/ottava edizione lancia il tema #AIjournalism #promptjournalism #promptknowledge che rimanda alla sfida epocale che è stata lanciata dall’intelligenza artificiale al giornalismo e al settore della produzione di conoscenza.
Il titolo “WOmaNchine learning” rimanda, con un gioco di assonanze e di colori, alla necessità, all’interno dell’intellingenza artificiale generativa, di allargare a letture e sguardi “altri” e non maggioritari sulla realtà, intersecando minoranze di genere, etniche, di orientamento sessuale, di abilità.

In Europa solo il 16% del personale qualificato addetto al settore della AI è costituito da donne. Se ogni conoscenza è situata, anche nel settore della AI, così come nel sistema informativo globale, il gender gap può essere determinante nella costruzione di un ecosistema inquinato in cui il potere riproduce se stesso, seguendo un dispositivo centrato su opposizioni binarie e intrinsecamente violente (noi/loro) che cancella la pratica “corale” della non-violenza.
L’articolo 5 bis del codice deontologico impone ai giornalisti un corretto utilizzo del linguaggio di genere, emendato da stereotipi, nel racconto dei casi di violenza e femminicidi, così come la Carta di Roma, inclusa nel codice deontologico, impone la corretta narrazione delle minoranze culturali ed etniche. Tuttavia, alcuni tools di traduzione basati sulla AI potrebbero escludere la declinazione di genere femminile nel passaggio da una lingua a un’altra oppure ribadire gli stereotipi “di razza” se si tratta di rappresentare gli stranieri o i migranti, in questo modo riproducendo la storica matrice coloniale del potere nella modernità.
Sono soli alcune delle criticità che gli esperti già tratteggiano all’orizzonte.

Le sfide e le opportunità per il mondo massmediale invece sono infinite e in molti casi sono già raccolte dalle redazioni.

Il Forum of Mediterranean Women Journalists, raccoglie le voci di diverse donne, dalle giornaliste alle attiviste della società civile, human rights defenders, rappresentanti delle istituzioni, accademiche, studiose, italiane e internazionali per formare giornaliste e giornalisti, studententi e key stakeholder.
Partendo dall’analisi del linguaggio con cui si raccontano e vengono raccontate le donne, incluse le guerre combattute (nel senso di battaglie, impegni personali e collettivi) e le guerre subite, nei luoghi di conflitto così come nelle situazioni di post-conflitto, si vuole proporre un senso di alterità, di visione “altra” rispetto alla visione dominante.
L’ottava edizione del Forum vuole raccontare il ruolo determinante delle donne nella costruzione di un mondo di pace, di sicurezza e nella risoluzione dei conflitti, anche quando questo mondo e questi mondi assumono contorni “virtuali”, “aumentati”, “artificiali”, per valorizzare e far conoscere il maggiore sforzo che le donne devono compiere, lottando in primis per essere ascoltate e farsi spazio per riuscire a contribuire fattivamente alla promozione della pace.


Metodologia

L’ottava edizione del Forum si rivolge a studentesse e studenti dell’Università di Bari, giornalisti e aspiranti tali, dando anche la possibilità ad altri stakeholders interessati ed operativi nel settore di accrescere le proprie competenze sui conflitti dimenticati e sull’azione di peacebuilding delle donne nei territori di guerra, di tutte le guerre, anche virtuali.
Tra i panelists sono state invitate studiose ed accademiche, giornaliste e giornalisti di inchiesta e di guerra, esponenti del mondo diplomatico, umanitario e della cooperazione internazionale così come donne migranti e rifugiate provenienti da zone di conflitto, esperte di nuove tecnologie, realtà virtuale, realtà aumentata e intelligenza artificiale, per raccogliere le testimonianze sull’impatto che i tali realtà hanno sui “corpi”, sugli “ecosistemi”, sulla “comunità” e sul ruolo che le stesse donne giocano nella promozione della pace, della sicurezza e della risoluzione dei conflitti, della ricostruzione e della riconciliazione.


Il Comitato Scientifico

  • Loredana Perla, direttrice Dipartimento For.Psi.com., Uniba
  • Luigi Cazzato, coordinatore Master in Giornalismo, Uniba
  • Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum
  • Lorena Carbonara, Università della Calabria
  • Armida Salvati, Uniba
  • Rosa Gallelli, Uniba
  • Ylenia De Luca, Uniba
  • Filippo Silvestri, Uniba
  • Antonella D’Autilia, Uniba
  • Laura Corradi, Università della Calabria
  • Claudia Attimonelli, Uniba

"Corpi, ecosistemi, comunità, smembrati dai conflitti, ricuciti dalle donne"

Forum settima edizione

È arrivato alla 7a edizione il Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, che dal 2016 si svolge a ridosso del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Il Forum of Mediterranean Wowen Journalists anche quest’anno si articolerà in due tappe: la prima a Roma, dal 9 al 12 novembre, la seconda a Bari dal 21 al 25 novembre. Imponente la programmazione: 60 ore di formazione, 9 giornate, 80 peace builders, giornaliste, attiviste, accademiche provenienti dai paesi euromediterranei e da Afghanistan, Iran, Russia, Ucraina, Sahel, Birmania, Tigray, Colombia.

Doppio anche il filo conduttore: “Donne, Pace, Sicurezza” e “Infowar”. Invariata la mission del Forum: “Creare ponti e abbattere muri, promuovendo una riflessione sul lavoro delle giornaliste investigative, come presidio di Democrazia e di pace”.

In questa edizione la riflessione si concentrerà sui “Corpi, ecosistemi, comunità: smembrati dai conflitti, ricuciti dalle donne”, accendendo un faro sulle pratiche di costruzione di pace messe in atto dalle donne, sui territori devastati dalle guerre.

Il Forum è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano e, per la sezione di Bari, dal Corecom Puglia.

E’ organizzato da Fondazione Pangea e dall’Associazione Giornaliste del Mediterraneo, in collaborazione con la cooperativa di giornalisti IdeaDinamica, e Giulia Giornaliste. L’Università di Bari (con il Dipartimento Formazione, Psicologia, comunicazione, Master in Giornalismo e Balab, Centro per l’innovazione e la creatività), che fin dalla prima edizione ha condiviso la spinta valoriale del progetto, ospita la seconda sessione, inserendola nel percorso formativo del dottorato di ricerca in “Scienze delle relazioni umane” e riconoscendo i crediti universitari per gli studenti.

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Relatrici Edizione 2023

Evento

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Programma Edizione 2023

Giorno 1

22 Novembre 2023

Aula Leogrande, palazzo ex Poste Piazza Cesare Battisti 1, UNIBA - Ore 14.30-16.30

Panel 1 - WO-MaNchine learning: sfide ontologiche e deontologiche

L’articolo 5 bis del codice deontologico impone a giornaliste e giornalisti un corretto utilizzo del linguaggio di genere, emendato da stereotipi, nel racconto dei casi di violenza e dei femminicidi, così come la Carta di Roma, inclusa nel codice deontologico, impone la corretta narrazione delle minoranze culturali ed etniche.

Introduce
Marilù Mastrogiovanni – Ideazione e direzione del Forum
Silvia Garambois – Presidente nazionale GiULia Giornaliste

Intervengono:
Stefano Bronzini – Rettore dell’Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"
Felice Blasi, Vice presidente CoReCom Puglia
Loredana Perla, Direttrice Dipartimento For.Psi.Com. UniBa
Giuseppe Moro, Direttore Dipartimento Scienze Politiche UniBa
Luigi Cazzato, Direttore del Master in Giornalismo UniBa
Gianluigi De Gennaro, Direttore Centro per l’innovazione e la creatività UniBa
Alessandra Costante, Segretaria generale FNSI
Piero Ricci, Presidente Ordine giornalisti di Puglia
Bepi Martellotta, Segretario Regionale Assostampa
Raffaele Lorusso, Comitato esecutivo Federazione Internazionale dei giornalisti (IFJ)
Lino Patruno, Direttore di Mediterr@neonews, Master in Giornalismo UniBa
Gianfranco Lopane, Assessore al Turismo, Sviluppo e impresa turistica, Regione Puglia
Rossella Matarrese, Coordinatrice regionale GiULia Giornaliste

Ore 14.30-16.30

Panel 2 - Intelligenza artificiale e “prompt journalism”

In Europa, solo il 16% del personale qualificato addetto al settore della AI è costituito da donne. Se ogni conoscenza è situata, anche nel settore della AI, così come nel sistema informativo globale, il gender gap può essere determinante nella costruzione di un ecosistema inquinato, in cui il potere riproduce se stesso, seguendo un dispositivo centrato su opposizioni binarie e intrinsecamente violente (noi/loro) che cancella la pratica “corale” della non-violenza. Tuttavia, se il mestiere del giornalista è quello di fare le domande giuste per ottenere risposte che vadano anche al di là della volontà dell’interlocutore di darle, allora la AI sta delineando una nuova figura professionale, quella del “promp journalist”, un giornalista formato sui nuovi tools della AI per maneggiarli consapevolmente (e con in tasca tutti gli attrezzi del mestiere) ottenendo nuovi e forse inimmaginabili prodotti d’informazione.

In collaborazione con Google news Lab è previsto un workshop su Pinpoint, strumento per giornalisti basato su machine learning e AI, utile per organizzare, gestire, analizzare documenti ma anche trascrivere audio tanto altro.

Speakers:
Sabino Di Chio, UniBa
Gianpaolo Altamura, UniBa
Barbara D’amico, Digital journalist
Gabriele Cruciata, Google News Lab

Chair: Marilù Mastrogiovanni, Former chair of the World press freedom prize “Guillermo Cano”, Unesco

16,30-18,30

Giorno 2

23 Novembre 2023

Aula Starace, dip. Scienze Politiche

Panel 3 - Discriminazione algoritmica e oppressione: l’algor-etica possibile

Se l’intelligenza artificiale è un sistema in grado replicare il funzionamento generativo dell’intelligenza umana, è necessario chiedersi quale tipo di “umani” ne siano la fonte. Se l’intelligenza artificiale simula così bene quella umana, siamo così sicuri che nel simularla non ne replichi, amplificandoli, anche i vizi oltre alle virtù?

Intervengono:
Darya Majidi, Women in AI Ambassador, Presidente Donne 4.0
Patrizia Calefato, UniBa
Claudia Attimonelli, UniBa
Adriano Ferraresi, Università degli Studi di Bologna, Principal Investigator progetto UNITE - UNiversally Inclusive Technologies to practice English - intervento on-line
Francesca Raffi, Università degli Studi di Macerata, Responsabile di Unità progetto UNITE - UNiversally Inclusive Technologies to practice - intervento on-line
Claudia Padovani, Università di Padova - intervento on-line
Alice Baroni, Università di Padova - intervento on-line
Cristiana Bedei, ENWE

chair: Marisa Ingrosso, GiULia Giornaliste, La Gazzetta del Mezzogiorno

Ore 09.00-11.30

PANEL 4 - DONNE E AI TRA DISCRIMINAZIONI E NUOVE SFIDE

Il 2023 sembra essere il punto di svolta nella produzione e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa. La rivoluzione è già in atto con gli utilizzi sempre più significativi dell'AI in tutti i campi e i timori di sostituzione anche per il lavoro intellettuale.

Speakers:
Rania Wazir : Matematica, data scientist, cofondatrice e CTO di leiwand.ai, “Gli invisibili dell’IA” -- intervento on-line
Graziana Capurso, capo servizio redazione internet, Gazzetta del Mezzogiorno
Enrico Ciavolino, Professore Associato di Psicometria presso l’Università del Salento. Socio CREIS. “Data Science in Human and Social Science for Women empowerment”
Roberta De Siati: Avvocata, esperta in diritto antidiscriminatorio, Tesoriera del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari e Socia CREIS – “Intelligenza artificiale, la nuova frontiera delle professioni legali.”
Serenella Molendini - Presidente CREIS e Consigliera Nazionale di Parità Supplente

Chair: Armida Salvati, UniBa

11.30-13.30

Panel 5 - Il perché della notizia: il giornalismo digitale per i più piccoli

La complessità degli immaginari veicolati attraverso sistemi massmediali altrettanto complessi, a disposizione del pubblico infantile, richiede da parte dei giornalisti nuove competenze per educare alla partecipazione democratica fin dalla più tenera età.

Speakers:
Iris Luarasi, Albanian Media Institute; former president Grevio
Joaquim Ramos Pinto, president of the Portuguese Association of Environmental Education, ASPEA
Paulo Lima, Journalist, Founder of the NGO VIRAÇÃO Educomunicação
Paula Estalayo Bielsa, Coordinadora Octaedro Universidad Barcelona
Juan Leon, Octaedro Universidad Barcelona
Manuel León-Urrutia, Octaedro, University of Southampton
Valentina Isernia, Giornalista, direttrice di Fantasy Era e vice presidente IdeaDinamica Scarl

Chair: Rosa Gallelli, Uniba

14.30-16.30 Aula Starace, Uniba

Panel 6 - Kurdistan, l’utopia possibile

Il popolo curdo è da decenni vittima di una pulizia etnica feroce da parte di Turchia, Siria, Iran, Iraq. Eppure, c’è chi non si piega sotto i fendenti della violenza patriarcale e trova la forza di immaginare e mettere in pratica un nuovo sistema sociale basato sull’ecofemminismo: sono le donne della Jineoloji.

Speakers:
Daniele Petrosino, UniBa
Berfin Hezil, Turkish-Kurdish refugee journalist
Laura Cima, Coordinamento Nazionale Ecofemministe
Luciana Borsatti, già inviata Ansa in Iran
Marilù Mastrogiovanni, direttrice Forum of Mediterranean Women Journalists

chair: Lorena Carbonara, UniCal, coordinatrice S/Murare il Mediterraneo

16.30-18.30

Giorno 3

24 Novembre 2023

Aula don Tonino Bello palazzo ex Enel, via Crisanzio 42 - 9.00-13.30

Panel 7 - Decolonizzare i nuovi mondi mass mediali

Il servizio pubblico monitora la rappresentazione della figura femminile, per garantire il pluralismo di temi, soggetti e linguaggi e contribuire alla creazione di coesione sociale nella programmazione. Comprendere il meccanismo di rilevazione è utile per imparare a riconoscere gli stereotipi che si nascondono dentro le narrazioni, per “decolonizzarle” rispetto ad una matrice maschile, sessista, razzista, omofoba, di cui l’informazione è intrisa.

Intervengono:
Antonella D’Autilia, UniBA
Leila Belhadj Mohamed, giornalista freelance
Alberto Fornasari, UniBa
Paola Rizzi, GiULia Giornaliste
Grazia Pia Attolini, Ossigeno per l'informazione
Francesca Dragotto, Direttora Centro di ricerca "Grammatica e sessismo", Università Tor Vergata di Roma, Centro ricerche ISIM on line
Cristiana Bedei, Giornalista freelance

Modera: Marta Cariello, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”

Ore 9.30-11.30

Panel 8 - Mediterraneo: no more Nakba/Shoah/

L’informazione sulle guerre deve rispondere a criteri di verità, continenza, pertinenza, evitando polarizzazioni o faziosità. È necessaria una maggiore aderenza al Codice deontologico, inclusa la Carta di Roma, tutelando le minoranze, gli oppressi, le persone con background migratorio.

Speakers:
Francesca Albanese, Special rapporteur ONU su questione israelo-palestinese
Alba Nabulsi, Giornalista New Arab, +972 magazine, Local call
Nabil Salameh, Cantautore, docente di Etnomusicologia
Maya Issa, Presidente movimento studenti palestinesi in Italia, attivista della diaspora
Luciana Borsatti, già inviata Ansa in Iran
Egeria Nalin, UniBa
Giuseppe Spagnulo, UniBa

Chair: Luigi Cazzato, UniBa Chair: Armida Salvati, UniBa

11.30-13.30

Giorno 3

26 Novembre 2026

Università degli Studi di Bari Aldo Moro - Aula don Tonino Bello, Dipartimento For. Psi. Com. via Crisanzio 42, BARI

IL CORPO DELLE DONNE È UN TERRITORIO OCCUPATO: Apartheid di genere, stupri come arma di guerra, fondamentalismi e libertà incarnate

ORE 9:30 / 11:30

Quando un ordinamento vieta alle donne di studiare, lavorare, spostarsi, parlare in pubblico o disporre del proprio corpo, la discriminazione smette di essere una somma di abusi e diventa architettura dello Stato. Il panel mette in relazione Afghanistan, Iran e contesti nei quali fondamentalismi religiosi e autoritarismi laici governano attraverso segregazione, sorveglianza, violenza riproduttiva e cancellazione dalla vita pubblica. La nozione di apartheid di genere offre un nome politico e giuridico a questa sistematicità, ma apre interrogativi decisivi: come trasformarla in norma internazionale senza produrre nuove gerarchie coloniali? Come sostenere le lotte locali evitando la figura occidentale della “donna da salvare”? Come rendere visibili differenze etniche, linguistiche, di classe e orientamento sessuale che attraversano la repressione? Il corpo è territorio occupato quando la legge, la famiglia, la polizia morale e la tecnologia ne amministrano voce, desiderio, abbigliamento, fertilità e presenza. È però anche luogo di conoscenza e insubordinazione: scuole clandestine, redazioni femministe, archivi delle violazioni, reti diasporiche e pratiche quotidiane di disobbedienza impediscono la cancellazione. Il giornalismo dovrà interrogare il proprio sguardo: racconta soltanto divieti e vittime o segue organizzazione, pensiero e agency? La finalità è costruire alleanze capaci di riconoscere il fondamentalismo senza islamofobia e difendere l’universalità dei diritti senza universalizzare l’esperienza occidentale. Dare loro parola significa riconoscerle come produttrici di sapere politico, non solo come prove viventi dell’orrore.

Temi deontologici:Carta di Roma, Articoli 8, 11, 13, 14 del codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti

Modera:
Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum delle giornaliste del Mediterraneo

Intervengono:
Graziella Mascheroni, CISDA
Beatrice Bilato, CISDA
Gohar Rahimi, ricercatrice indipendente, Iran
Antonella Napoli, direttrice Focus on Africa

ORE 9:30 / 11:30

La frontiera è una ferita che cammina

ORE 12:00 / 14:00

Il Mediterraneo continua a essere narrato come una frontiera naturale, benché sia il prodotto di decisioni politiche, accordi di esternalizzazione, tecnologie di sorveglianza e gerarchie razziali che stabiliscono chi possa muoversi e chi no. Il panel segue la filiera del confine: dai deserti attraversati prima della costa ai centri di detenzione libici, dalle navi di soccorso criminalizzate ai rimpatri, fino ai sistemi biometrici, alle banche dati e agli algoritmi che assegnano rischio, credibilità e diritto d’ingresso. La categoria di “migrante” verrà decostruita mostrando come genere, classe, provenienza, disabilità, orientamento sessuale e status giuridico producano esposizioni diverse alla violenza, con particolare attenzione a quella gita sulle donne migranti tra le mura domestiche europee, mentre le crisi climatiche, le guerre e l’impoverimento rendono sempre più artificiale la separazione tra migrazione “economica”, forzata o ambientale. Uno sguardo ecofemminista collega la libertà di movimento all’abitabilità dei territori e alle economie estrattive che li svuotano; uno sguardo decoloniale rivela la continuità tra rotte imperiali, saccheggio delle risorse e attuali politiche europee di contenimento. Quale giornalismo può raccontare la frontiera senza assumere il punto di vista della polizia di frontiera? Come evitare immagini che trasformano corpi e barche in una massa anonima? Il panel mette a confronto reportage, attivismo in mare e border studies per costruire un lessico alternativo a “emergenza”, “invasione” e “crisi”, capace di seguire denaro, responsabilità, infrastrutture e resistenze. La posta in gioco è passare dal conteggio degli arrivi all’inchiesta sul regime che produce deportabilità, morte e immobilità. Il confine emerge come tecnologia mobile che attraversa documenti, corpi, lavoro, welfare e informazione.

Argomenti deontologici: articoli 11, 12, 13, 14 Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti
Introduce: Lorena Carbonara, Università della Calabria

Intervengono:
Leah Pattem, the Guardian, El Pais, Spagna
Sofia Turati, Marea Media
Andrea Tedeschi, consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Puglia
Domenico Centrone, documentarista

ORE 12:00 / 14:00

Il secolo delle donne e la rivoluzione sotto assedio: la Jineolojî e l’autodeterminazione delle donne nel nuovo ordine siriano e mondiale

ORE 14:45 / 17:45

Mentre il nuovo ordine siriano si consolida attraverso la centralizzazione del potere e la ridefinizione degli equilibri tra Stati Uniti, Turchia, potenze regionali e attori internazionali, la rivoluzione delle donne del Rojava rischia di essere sacrificata sull'altare della stabilità geopolitica. Fondata sulla Jineolojî, epistemologia femminista che decostruisce le matrici patriarcali del sapere e delle istituzioni, l'esperienza del Confederalismo democratico ha sovvertito il paradigma dello Stato-nazione, sperimentando autogoverno, copresidenza, autodifesa e autonomia delle donne come condizioni costitutive della democrazia. Ma quale destino attende queste conquiste nei processi di integrazione delle istituzioni autonome nello Stato siriano, mentre la diplomazia internazionale negozia confini, sicurezza e sfere d'influenza senza garantire la rappresentanza politica delle donne? Il panel interroga il rischio che il nuovo ordine siriano riproduca le gerarchie patriarcali e coloniali che la rivoluzione ha sfidato, collocando il caso del Rojava nella più ampia crisi del multilateralismo e del diritto internazionale. Se il XXI secolo è stato immaginato come il secolo delle donne, la posta in gioco è radicale: può esistere una pace che cancelli l'autodeterminazione femminile, o la sopravvivenza della rivoluzione delle donne rappresenta una misura della democrazia possibile? Qual è il dovere deontologico di un giornalismo che voglia restituire la pluralità delle voci, senza oscurarne nessuna, insieme alla verità?

Argomenti deontologici:articoli 11, 12, 13, 14 Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti

Introducono:
Armida Salvati, Università degli Studi di Bari ALDO MORO
Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum delle Giornaliste del Mediterraneo

Intervengono:
Laura Corradi, Università della Calabria
Devrim Arslan, Jin TV
Nurcan Baysal, giornalista e scrittrice, Bakur

ORE 14:45 / 17:45

Giorno 2

25 Novembre 2026

Università degli Studi di Bari Aldo Moro - Aula Magna “Aldo Cossu” via Crisanzio 1, BARI

LA VERITÀ SOTTO SFRATTO: Media capture, SLAPP e deserti dell’informazione

ORE 9:30 / 11:30

La libertà di stampa può essere svuotata senza chiudere formalmente un giornale: basta comprarlo, indebolirlo, sommergerlo di cause, sottrargli pubblicità, intimidire le fonti, controllare il servizio pubblico o lasciare territori senza redazioni. Il panel analizza lo sfratto della verità dallo spazio comune attraverso media capture, concentrazione proprietaria, SLAPP, spyware, molestie online, dipendenza dalle piattaforme e crisi del giornalismo locale. La Commissione Europea ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia (insieme ad altri Paesi) per il mancato recepimento integrale della cosiddetta “direttiva anti querele bavaglio” entro la scadenza del 7 maggio 2026, per poi recepirla parzialmente, ma senza tutele concrete contro le querele temerarie sul fronte penale. Le giornaliste subiscono una pressione specifica, nella quale attacchi sessualizzati, razzismo, precarietà e delegittimazione professionale convergono per spingerle all’autocensura o all’uscita dal mestiere. Nel Mediterraneo, dove regimi autoritari, oligarchie economiche e democrazie illiberali convivono con sistemi mediatici fragili, la distinzione tra censura statale e censura di mercato diventa insufficiente. Una prospettiva femminista e decoloniale chiede inoltre quali conoscenze vengano espulse: periferie, minoranze linguistiche, migrazioni, conflitti ambientali e lavoro di cura scompaiono quando chi li vive non possiede mezzi per raccontarsi. Il panel, oltre alla diagnosi, discuterà modelli di uscita: cooperative, fondi pubblici indipendenti, newsroom transfrontaliere, licenze collettive sui contenuti usati dall’IA, reti di protezione e media commons, portando la testimonianza di giornaliste che riescono a fare inchiesta in maniera indipendente, per rispondere alla domanda: chi può finanziare l’informazione senza comprarne la voce? Come misurare il valore pubblico di una notizia? La verità non deve essere ospite precaria della democrazia, ma una casa comune dotata di risorse, diritti e serrature contro il potere. E difendere il giornalismo significa redistribuire potere, denaro, tecnologie e capacità di pubblicare.


Argomenti deontologici: articoli 13, 16, 17, 18, 19, 20, 21 del codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti

Modera:
Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum delle giornaliste del Mediterraneo

Intervengono:
Grazia Pia Attolini, Ossigeno per l’Informazione
Antonella Napoli, direttrice Focus on Africa
Raffaella Della Morte, Ossigeno per l’Informazione
Peppino Mennella, Ossigeno per l’Informazione

ORE 9:30 / 11:30

Genere e Innovazione. Scienza, lavoro e società nelle grandi trasformazioni contemporanee

ORE 12:00 / 14:00

Le grandi trasformazioni contemporanee – intelligenza artificiale, transizione digitale, crisi climatica, mutamento del lavoro e dei sistemi di cura – non sono neutre rispetto al genere. Il panel interroga l’innovazione come campo di potere: chi produce conoscenza, chi decide, quali corpi e quali esperienze diventano visibili, quali restano ai margini. A partire dalle evidenze del Rapporto GETA 2026, il confronto mette in relazione bias algoritmici, divari digitali, medicina genere-specifica, leadership, valutazione della ricerca e giustizia climatica, mostrando come le disuguaglianze possano riprodursi anche dentro i dispositivi che promettono progresso. La prospettiva di genere diventa così una chiave epistemica e politica per ripensare scienza e innovazione, non come processi astratti o inevitabili, ma come infrastrutture sociali da governare democraticamente, affinché pluralità, cura, inclusione e responsabilità diventino criteri sostanziali della trasformazione. Il corretto linguaggio di genere e la pari rappresentanza di genere su ogni mass media diventa così un dovere deontologico per giornaliste e giornalisti; una rivoluzione culturale per decostruire le radici della violenza.


Temi deontologici: art. 1-2-3-4-5, 13 del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti e Carte deontologiche.

Modera:
Sabino Di Chio, Uniba

Intervengono:
Serenella Molendini, Componente Osservatorio GETA CNR, , esperta in politiche di genere e diritto antidiscriminatorio
Sveva Avveduto, presidente GETA CNR
Lella Ruccia, Consigliera di parità Regione Puglia
Giuliana Rubbia, Senior Technologist e Presidente Commissione EDI, INGV

ORE 12:00 / 14:00

Anatomia di un saccheggio: Il corpo femminile tra estrazione di valore, cancellazione del sapere e violenza sanitaria

ORE 16:00 / 18:00

Il corpo delle donne è l'ultima frontiera dell'estrattivismo capitalistico? Dalla medicina costruita intorno al paradigma maschile alla violenza ostetrica, dalla patologizzazione dei processi fisiologici alla mercificazione della fertilità, il panel indaga le forme attraverso cui la politica, le istituzioni sanitarie e l’industria biomedica trasformano il corpo femminile in territorio di appropriazione, sorveglianza e produzione di valore. Il dolore non riconosciuto, il piacere cancellato dalle mappe anatomiche, l'autodeterminazione riproduttiva subordinata alle esigenze demografiche ed economiche rivelano la persistenza di un ordine epistemico patriarcale, nel quale le donne sono state storicamente considerate oggetti della conoscenza medica più che soggetti capaci di produrla. Il confronto attraversa la violenza ginecologica e ostetrica e i tabù sulla sessualità e sulla salute sessuale delle donne, interrogando il confine tra innovazione terapeutica e nuove forme di estrazione di valore dai corpi.
Ma il corpo non è soltanto il luogo in cui si esercita il potere: è anche un archivio di saperi situati, resistenze e possibilità di autodeterminazione. Quale medicina può riconoscere l'esperienza incarnata come fonte legittima di conoscenza? Quale giornalismo può sottrarre i corpi alla narrazione della sofferenza individuale per rendere visibili le responsabilità sistemiche? La posta in gioco è ripensare la salute come diritto collettivo, sottraendo la riproduzione, la cura e il piacere alle logiche dell'appropriazione e restituendoli alla libertà delle persone.


Argomenti deontologici: articoli 8, 9, 11, 13, 26 del codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti

Modera:
Mario Maffei, divulgatore scientifico, giornalista UNAMSI

Intervengono:
Domitilla Pirro, giornalista, scrittrice, podcast “A Gambe larghe”, Mondadori Studios, autrice “Utero con vista”, effequ
Benedetta Petroni, scrittrice, podcast “A Gambe Larghe” Mondadori studios, autrice “Utero con vista”, effequ
Valentina Isernia, giornalista, APS Giornaliste del Mediterraneo

ORE 16:00 / 18:00

Giorno 1

24 Novembre 2026

Università degli Studi di Bari Aldo Moro - Aula Magna “Aldo Cossu” via Crisanzio 1, BARI

GIORNALISTE FUORI ASSE: Le giornaliste spostano i centri del mondo

ORE 9:30 / 11:30

Le categorie con cui continuiamo a raccontare i fatti non riescono più a contenere la complessità del reale. Di fronte all’erosione della capacità dei mass media di interpretare e spiegare i fenomeni, l’undicesima edizione del Forum sposta il centro dello sguardo: dalle istituzioni alle comunità, dai fenomeni alle infrastrutture che li hanno generati, dai confini alle relazioni che li attraversano, dall’emergenza alle responsabilità che la producono. Tutti gli osservatori internazionali registrano una contrazione storica della libertà di espressione a livello globale, crescita dell’autocensura, controllo politico ed economico dei media e concentrazione della pubblicità digitale; la violenza online contro le giornaliste è sempre più sessualizzata e potenziata dall’IA. La guerra contro l’uguaglianza di genere è diventata uno strumento organizzato di erosione democratica. Rinforzare la professione giornalistica, in particolare delle giornaliste, significa rinforzare la democrazia. Ma come farlo? Le esperienze e i modelli femministi di riscrittura del reale sono tanti e spostano "l'asse” della discussione, proponendo sguardi e parole non più andro- antropocentrici. E in questi scenari sono proprio le giornaliste a sperimentare nuovi strumenti professionali, legali, contrattuali, giuridici per rinforzare e difendere l’articolo 21 e l’articolo 3 della Costituzione.

Temi deontologici: art. 1-2-3-4-5, 13 del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti e Carte deontologiche.

Introduce:
Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum of Mediterranean women journalists

Intervengono:
Roberto Bellotti - rettore Università degli Studi di Bari
Luigi Cazzato - coordinatore Master in Giornalismo Uniba
Alessandra Costante - Segretaria Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Maurizio Marangelli - presidente Ordine dei giornalisti Regione Puglia
Piero Ricci, consigliere Ordine nazionale dei giornalisti
Raffaele Lorusso - Comitato esecutivo Federazione Internazionale dei giornalisti (IFJ)
Vito Fatiguso, segretario Assostampa
Lino Patruno - direttore Medi@terraneonews, Master in Giornalismo Uniba
Rossella Matarrese, Gi.U.Li.A. Giornaliste Puglia
Serena Bersani - presidente nazionale Gi.U.Li.A. Giornaliste

Keynote speaker: Angela Caponnetto, inviata Rainews24

ORE 9:30 / 11:30

Genere, numeri e potere: a dieci anni dal Manifesto di Venezia

ORE 12:00 / 14:00

A dieci anni dal Manifesto di Venezia il panel ripercorre la strada fatta dal movimento dal basso attivato da CPO FNSI, ODG, USIGRAI, Gi.U.Li.A Giornaliste e sindacato giornalisti Veneto, che ha portato a modificare il codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti. I contributi delle relatrici interrogheranno il potere delle parole nella costruzione dell'immaginario collettivo e nella riproduzione delle disuguaglianze di genere. Il linguaggio giornalistico infatti non si limita a descrivere la realtà: contribuisce a definirla, rendendo visibili o invisibili soggetti, fenomeni e rapporti di potere. Dalla narrazione della violenza maschile contro le donne alla rappresentazione delle soggettività marginalizzate, stereotipi, sessismo e discriminazioni continuano a condizionare l'informazione. Quale responsabilità deontologica hanno le giornaliste e i giornalisti nel contrastare la violenza simbolica? Quali strumenti giuridici, professionali e collettivi possono proteggerne la libertà di espressione? Il decennale del Manifesto di Venezia diventa occasione per rileggere conquiste, resistenze e nuove sfide, riconoscendo nel linguaggio un terreno di conflitto, ma anche di autodeterminazione e trasformazione sociale.

Temi deontologici: art. 1-2-3-4-5, 13 del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti e Carte deontologiche.

Introduce:
Marilù Mastrogiovanni, fondatrice Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, tra le estensore del Manifesto di Venezia

Modera:
Alessandra Mancuso, Gi.U.Li.A. Giornaliste, tra le estensore del Manifesto di Venezia

Intervengono:
Vittorio Di Trapani, presidente FNSI
Mara Cinquepalmi, Gi.U.Li.A. Giornaliste, autrice “Tabù”
Serena Bersani, presidente nazionale Gi.U.Li.A. Giornaliste
Maria Luisa Villa, Gi.U.Li.A. Giornaliste, Rassegna sui generis, 100esperte.it
Monica Andolfatto, Sindacato Giornalisti Veneto, tra le estensore del Manifesto di Venezia

ORE 12:00 / 14:00

Gaza, epistemicidio, giornalisticidio

ORE 16:00 / 18:00

Gaza ha trasformato il diritto di informare in una questione di sopravvivenza e ha mostrato, con brutalità, che l’eliminazione delle persone che testimoniano può precedere o accompagnare la cancellazione di un popolo dallo spazio pubblico. Il panel interroga l’assedio dell’informazione: l’uccisione e la detenzione di giornalisti e giornaliste, l’impossibilità di accesso indipendente, la distruzione degli archivi, la dipendenza delle redazioni occidentali da fonti militari, l’uso di formule passive che dissolvono responsabilità e la trasformazione delle vittime palestinesi in numeri senza biografia. Al centro vi è il giornalisticidio e l’epistemicidio, inteso come attacco alle condizioni materiali, linguistiche e memoriali che rendono conoscibile un’esperienza collettiva. Una prospettiva femminista e decoloniale consente di leggere insieme occupazione, razzializzazione, violenza riproduttiva, perdita della casa, del paesaggio e delle genealogie familiari, sottraendo le donne palestinesi sia all’iconografia della vittima assoluta sia alla retorica coloniale del salvataggio. Il giornalismo è chiamato a scegliere se limitarsi a certificare la distruzione o diventare infrastruttura di memoria, verifica e responsabilità. Quali parole restituiscono soggettività senza estetizzare il dolore? Come si verifica una notizia quando chi la produce è sotto assedio? Che cosa significa solidarietà professionale quando la neutralità viene invocata per neutralizzare i fatti? Il panel propone una pratica della testimonianza capace di riconoscere la posizione di chi racconta, custodire prove e nomi, costruire archivi transnazionali e rifiutare il falso equilibrio tra poteri radicalmente asimmetrici. In questo quadro, la cronaca e in particolar modo l’inchiesta investigativa, diventa anche una forma di restituzione contro la politica della sparizione, che si insinua nel mondo della ricerca accademica per orientare lo sguardo.

Introduce e modera:
Luigi Cazzato, coordinatore Master di Giornalismo, Uniba

Intervengono:
Ludovica Jona, giornalista investigativa
Andrea Legni, direttore “L’Indipendente”
Sarah Mustafa, scrittrice italo-palestinese
Nurit Peled- Elhanan, pedagogista, attivista, Hebrew University of Gerusalem, Gerusalem, premio Sakarov 2001

ORE 16:00 / 18:00

Day 1

25 Novembre 2025

University of Bari Aldo Moro Aldo Cossu Lecture Hall via Crisanzio 1, BARI

Panel 1 - Unarmed/disarming. Nonviolent women in action

10:00 a.m. - 11:30 a.m

The panel "Unarmed. Disarming. Nonviolent women in struggle" aims to give voice to journalists who, with the tools of speech, creativity and knowledge, oppose the armed and symbolic violence that seems to overwhelm the contemporary world. "Unarmed" because they have no weapons, but "disarming" in their ability to dismantle authoritarian and patriarchal systems through independent journalism and critical research. Journalists denounce conflicts and abuses using language that respects human rights, documenting the mechanisms of discrimination and offering data and interpretative keys. The Forum will thus explore non-violence as a political and cognitive gesture, capable of creating communities and opening up spaces for social, environmental and gender justice, while denouncing the many phenomena of systemic violence that journalists have to endure in a global information landscape where freedom of the press and expression is severely compromised.

Introduction:

Marilù Mastrogiovanni, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists

Speakers:

Roberto Bellotti, Rector of the University of Bari

Vito Leccese, Mayor of Bari

Loredana Perla, Director of the For. Psi. Com Department

Luigi Cazzato , Coordinator of the Master's Degree in Journalism, University of Bari

Alessandra Costante , Secretary General of the Italian National Press Federation

Maurizio Marangelli , President of the Order of Journalists of the Puglia Region

Piero Ricci, Councillor of the National Order of Journalists

Raffaele Lorusso , Executive Committee of the International Federation of Journalists (IFJ)

Vito Fatiguso, segretario Assostampa Puglia

Lino Patruno , Director of Medi@terraneonews, Master's Degree in Journalism, University of Bari

Lella Ruccia, Equality Councillor for the Puglia Region

Rossella Matarrese, Giulia journalists Puglia

Serena Bersani, National President of Gi.U.Li.A. Journalists

Keynote speaker: Mona Abuamara, Ambassador of Palestine to Italy

10:00 a.m. - 11:30 a.m

PANEL 2 - Silencing the truth: the massacre of journalists in Palestine

12:00 p.m. - 2:00 p.m.

At the heart of the Israeli-Palestinian conflict, press freedom is under siege. 275 local reporters have lost their lives covering the war, often amid international indifference. The panel addresses the systematic violation of the right to information, the role of global media and the risks faced by those who bear witness on the ground. The aim is to denounce censorship, give a voice to those who resist and propose tools to protect journalists.

Moderator: Gianpaolo Altamura, Uniba

Mona Abuamara, Ambassador of Palestine to Italy

Luigi Cazzato, coordinator of the Master's programme in Journalism, Uniba

Aya Ashour, journalist, Gaza

Rula Jebreal, journalist

Jumana Shahin, journalist, Palestine

Meri Calvelli, ACS NGO, Global Sumud Flotilla

Bisan Owda, journalist, Palestine

12:00 p.m. - 2:00 p.m.

PANEL 3 – Beyond stereotypes: the attack on press freedom in the era of gender apartheid

4:00 p.m. – 6:00 p.m.

In a global context increasingly dominated by digital platforms and algorithms, the panel analyses how press freedom is threatened by censorship, disinformation and data manipulation. It will discuss the impact of stereotypes in the media, political and commercial pressures on newsrooms, and strategies to ensure the safety, transparency and independence of journalists in the digital age. The aim is to share concrete tools for resistance and ethical journalism practices. Through examples of innovative journalistic practices, the panel will show how language is a political act: a tool for invisibilisation or empowerment.

Rosa Gallelli, Uniba

Speakers:

Rossella Matarrese, Giulia giornaliste

Grazia Pia Attolini, Ossigeno per l'informazione

Alessandra Mancuso, Giulia giornaliste

Barbara Schiavulli, director of Radio Bullets, Global Sumuda Flotilla

Shukria Barokzai, journalist, Member of Parliament, former Ambassador of Afghanistan to Norway

4:00 p.m. – 6:00 p.m.

Day 2

26 Novembre 2025

University of Bari Aldo Moro Don Tonino Bello Hall, former Enel building, For.Psi.Com. Department Via Crisanzio 42 - BARI

PANEL 4 – Rojava, the real utopia of a patriarchy-free world

09:30 / 11:30

The women's movement in Kurdistan, particularly in Western Kurdistan, Rojava, is at the forefront of feminism, seeking to reform every aspect of civil life through a transformative pedagogy of society.

Yet the scope of this revolution, based on the peaceful coexistence of peoples and cultures starting with the abolition of patriarchy, is ignored and censored by the mainstream media, and the conditions of a people oppressed by apartheid implemented by four nation states are removed from the collective consciousness. The experiment in radical democracy, which has been going on for over ten years, is in danger of being destroyed, under attack, including with chemical weapons, especially from Turkey. Yet the PKK, the Kurdish workers' party, has chosen to disarm in a solemn ceremony in which weapons were burned.

Information therefore becomes crucial in giving voice to revolutionary and peaceful experiences in a high-risk area. Female journalists in north-eastern Syria are fighting a battle for truth from a gender perspective.

Moderator:

Armida Salvati, Aldo Moro University of Bari

Speakers:

Benedetta Argentieri, journalist, director: The women's liberation movement in north-eastern Syria: how to report on it beyond gender stereotypes

Marilù Mastrogiovanni, journalist, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists: Jineoloji and the women's liberation movement

Devrim Arslan, journalist, JINHA, women's news agency: Women's information in Syria, between the regime and the liberation project

Rihan Loqo, spokesperson for Kongra Star, Rojava

Zilan Diyar, giornalista, TJK-E, Kurdistan

09:30 / 11:30

Panel 5 - If you don't say it, it doesn't exist: women and representation in the media

12pm-2pm

The link between language, visibility and female citizenship must be addressed. If women are not mentioned, represented or recognised in the media, they end up being invisible in the public sphere. The new Code of Ethics for Journalists sets out the criteria for the correct reporting of femicides. Words and images contribute to reinforcing sexist stereotypes or, conversely, to dismantling them, breaking the chain of violence. The results of the 30th year of the Global Media Monitoring Project (in which the University of Bari participated for the first time) will be presented, along with the results of Ossigeno per l'Informazione's monitoring of gender-based threats to journalists and Sui generis, a review by Giulia Giornaliste that monitors the presence of female signatures on the front pages of Italian newspapers.

Moderator: Lorena Carbonara, University of Calabria

Alessandra Mancuso, Rai, Giulia Giornaliste

Claudia Padovani, University of Padua: the Global Media Monitoring Project

Monia Azzalini, Giulia Giornaliste: the activities of the Pavia Observatory

Paola Rizzi, Giulia giornaliste: Giulia giornaliste's 'Sui generis' monitoring

Antonella Napoli, Director of Focus on Africa

12pm-2pm

PANEL 6 – In the name of the mother: the right to be named

4-6 p.m.

Women's right to be named in female roles is linked to their right to self-determination. The new code of ethics for journalists introduces Article 13, which also relates to the correct reporting of victims of femicide. The issue of giving one's surname to one's children remains controversial in many legal and cultural contexts, even though it is a fundamental issue of equality, identity and recognition. The panel 'In the name of the mother' aims to explore how surname attribution practices, the incorrect use of gendered language by journalists and the double victimisation in the reporting of femicide reflect and perpetuate power relations within families and societies, and how reforming them could be an important step towards dismantling patriarchal structures.

Coordinators:

Daniela Carlà, coordinator of Noi rete donne

Antonella Roselli, administrative lawyer, Noi rete Donne

Speakers:

Marilù Mastrogiovanni, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists

Amalia Diurni, Tor Vergata University of Rome

Francesca Recchia Luciani, Aldo Moro University of Bari

Francesca Dragotto, Rome Tor Vergata

Giovanna Iacovone, University of Basilicata and Deputy Mayor of Bari

Lella Ruccia, Regional Equality Councillor

Laura Cima, National Coordinator of Ecofeminists

Marilisa D’Amico, Prorettrice Università di Milano

4-6 p.m.

Day 3

27 Novembre 2025

Cloister of the Convent of the Augustinians Viale Michele de Pietro, 10 - LECCE

PANEL 7 – Si vis pacem: UN Resolution 1325 and the role of women in conflict prevention

4-6 p.m.

UN Security Council Resolution 1325 establishes the fundamental role of women in peace processes and conflict prevention. The panel analyses real experiences of women's participation in mediation, the protection of women's rights in war zones and the challenges that remain in translating international law into concrete policies. The aim is to share best practices, inspire new strategies and promote transnational networks of female leadership in peace and security. To do this, it is necessary to train journalists in feminist practices and theories, gender language, and the rights of migrants and vulnerable people.

Coordinators:</p

Daniela Carlà, coordinator of Noi rete donne

Marilù Mastrogiovanni, founder of the Forum of Mediterranean Women Journalists

Speakers:

Maria Antonietta Aiello, Rector of the University of Salento

Rosa Parisi, University of Salento

Cecilia Brighi, Secretary General of Italia-Birmania insieme APS

Maria Rosaria Stabili, Roma Tre University

Giovanna Martelli, Secretary General of the Rut Foundation

Maura Viezzoli, President of CISP-International Committee for the Development of Peoples

Gabriella Falcicchio, Aldo Moro University of Bari

Maria Luisa Capasa, ANDE

4-6 p.m.

Hanno detto

#FMWJ

Quotes

Giornaliste.org
MARIA LAURA CORRADI 24 novembre

“Chiunque può fare studi post-coloniali senza discuterne criticamente. La de-colonialità, invece, rappresenta una sfida al sessismo/razzismo prodotto durante e dopo l’epoca coloniale, perché la colonialità del potere sopravvive al colonialismo”

Giornaliste.org
MARIA LAURA CORRADI 25 novembre

“Trinidad comandante zapatista era una anziana partera: aveva aiutato circa 3000 nascite nella selva Lacandona. Mi disse che la guerra non potevano averla inventata le donne, perché conoscono quanta fatica costa mettere al mondo una vita”.

Giornaliste.org
MARIA CRISTINA FRADDOSIO 22 novembre

“Rita Atria incarna l’emblema positivo del binomio donne-mafia. Giovane donna, 17enne, conscia dello strapotere dei clan, persegue la giustizia a ogni costo. Un esempio unico di coraggio e spirito critico che merita di essere raccontato”.

Giornaliste.org
TIZIANA CAMINADA 25 novembre

“In Salento, Puglia, human beings are trying to do something to save their health, their land. But do-good is not enough against pollution: we need to move on to a stronger revolt. Saving humanity from collective suicide? Woman can do it!!”

Giornaliste.org
FLAVIA MARIANI 24 novembre

“La task force di NOVE Onlus per combattere la catastrofe umanitaria in Afghanistan. Sosteniamo le donne per superare l’emergenza e sviluppare percorsi di autonomia compatibili con il regime talebano”.

Giornaliste.org
RUSLAN KOTSABA 23 novembre

“To strive for peace and to fight for peace means a big difference. Therefore all civilized humanity should stand together in the struggle for peace. War is not only an organized mass murder - the war is a crime against humanity. So to work!”

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Ultime notizie

La premier marocchina El Mansouri: “Non sono un lampadario ma un cervello”

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